A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

venerdì 21 dicembre 2012

Dislessia: esperti B.Gesu', non dipende da ansia

Contestata ricerca, "non utilizza metodo sperimentale"


22 novembre, 15:40


ROMA - "Affermare che la dislessia è causata dall’ansia contrasta proprio con il metodo sperimentale condiviso dalla comunità scientifica". Lo affermano i prof. Deny Menghini e Stefano Vicari, dell'Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', criticando la ricerca realizzata dall'Istituto di ortofonologia (Ido), dall'Istituto Wartegg di Roma e dal dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell'Università degli Studi di Padova secondo cui l'ansia di separazione dalle figure genitoriali è l'origine della difficoltà psicologica che causa la dislessia (Dsa) nell'80% dei bambini.

   "La compresenza dei due fenomeni, dislessia e ansia - sottolineano i due esperti - non implica necessariamente un loro rapporto causale. E’ come affermare che se l’80% dei dislessici ha gli occhi marroni allora avere gli occhi marroni è la causa della dislessia! Una ricerca può essere definita scientifica quando utilizza il metodo sperimentale, ovvero una procedura fondata sull'esperienza e su osservazioni che possono essere sia ripetute che generalizzate". Affermare che la dislessia è causata dall’ansia, secondo Menghini e Vicari, "contrasta proprio con il metodo sperimentale condiviso dalla comunità scientifica. La dislessia è definita come un’inattesa difficoltà di lettura non riconducibile a fattori fisici o socio-educativi. Per sua natura impedisce un rapido ed efficace accesso al materiale scritto, compromettendo in questo modo il processo educativo, con forti ripercussioni sulla futura vita sociale e professionale della persona".

   La dislessia, aggiungono i due esperti, "e’ stata descritta in ogni gruppo etnico, in ogni linguaggio e in ogni regione geografica del mondo ed è il più frequente disturbo dell’apprendimento. Infatti, riguarda tra il 5 e il 17% della popolazione scolastica, percentuale che dipende dalle caratteristiche specifiche della lingua (maggiore nelle lingue anglosassoni, minore nelle lingue latine come l’italiano). Negli ultimi venti anni, un numero crescente di ricerche - rilevano - ha evidenziato la forte componente genetica della dislessia e la sua natura biologica con alterazioni funzionali e strutturali di diverse aree cerebrali. Inoltre, nelle persone dislessiche, sono compromessi molteplici processi cognitivi come abilità linguistiche, percettive, attentive, di apprendimento procedurale. In sintesi, affermare che l’ansia sia la causa della dislessia - concludono i due esperti - è semplicemente formulare un’opinione che, per quanto rispettabile, ha bisogno di verifiche sperimentali prima di essere assunta come verità scientifica".

 Tratto da ANSA > 
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non dipende da ansia

martedì 4 dicembre 2012

Come aiutare i ragazzi a scuola



Disturbi nell'apprendimento
Come aiutare i ragazzi a scuola

Mercoledì, 28 novembre 2012 - 09:56:00
disturbi

REGGIO EMILIA
 Aiutare i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) a scuola mediante metologie e strumenti adatti. È l’obiettivo di “Allenamento alla scuola per alunni con Dsa”, progetto promosso da Consorzio 45, cooperativa Augeo e Coopselios. “I nostri docenti sono esperti del settore, che da anni si occupano di problemi di apprendimento – spiega Patrizia Vezzani, direttrice della cooperativa Augeo – I disturbi di questo genere sono vari e di differente natura  (dislessia, discalculia, disortografia), pertanto dopo un corso base di 12 ore, noi garantiamo una continuità di lezioni volte a un insegnamento individuale in base al tipo di problema. Gli strumenti utilizzati durante le lezioni sono principalmente mappe concettuali, che costituiscono la base di un buon apprendimento, ma usiamo anche programmi informatici specifici”.
 
L’obiettivo del progetto è fornire un vero e proprio allenamento all’apprendimento, nella consapevolezza che la maggior parte dei ragazzi che soffrono di questo genere di disturbi, siano perfettamente in grado di capire e ragionare sui contenuti; quello che manca loro è solo il giusto metodo e i giusti strumenti per assorbire e fare propri le informazioni e i concetti. Per definire il tipo di problema e il grado di serietà, ai ragazzi viene richiesto un colloquio preliminare con un esperto, in base al quale vengono poi strutturati dei metodi di insegnamento specifici per ciascuno. “Seguiamo le persone con Dsa dalle elementari fino all’età adulta, per alcuni infatti le 12 ore del corso base non bastano e seguono i nostri corsi per anni – dice Vezzani – Oltre  ai corsi extrascolastici per ragazzi garantiamo anche un percorso di formazione per insegnanti che si trovano a dover fronteggiare disturbi di apprendimento nei loro studenti”.
Per  i corsi di quest’anno è stata stipulata una convenzione in base alla quale sono previsti prezzi particolarmente favorevoli per i figli dei dipendenti delle cooperative che collaborano al progetto: la Coopselios ha messo a disposizione gratuitamente i propri spazi e i docenti dell’Augeo offrono il proprio contributo a prezzi notevolmente ridotto. L’attività formativa svolta dall’Augeo in questo settore ha ottenuto, negli anni, grandi successi: “Basti pensare – conclude Vezzani – che uno dei nostri docenti era un ragazzo con problemi di apprendimento; dopo un percorso difficile è riuscito a ottenere una laurea in Fisica e adesso insegna nei nostri corsi; è l’esempio di come questi giovani con volontà e impegno e, soprattutto con l’utilizzo degli strumenti e delle metodologie adeguate, possa raggiungere grandi risultati”. (elena marchese)

martedì 13 novembre 2012

Dislessia: non esiste gene responsabile del disturbo


Da AGI Salute(AGI) - Roma, 3 nov. - "I Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) non hanno al momento un'eziologia genetica certa, dato che non esiste un gene responsabile. Al convegno dell'Istituto di Ortofonologia (Ido) cerchero' di fare una disamina sui geni coinvolti in quadri clinici che si manifestano anche con Dsa e sulle loro implicazioni neurofisiologiche e cliniche". Lo ha detto Giancarlo Zito, neurologo del servizio diagnosi e valutazione dell'Ido, che affrontera' il tema delle 'Prospettive neurofisiologiche nei disturbi dell'apprendimento' al XV convegno nazionale dell'IdO, in programma a Roma sabato 10 novembre dalle 9 alle 18 all'Istituto comprensivo Regina Elena in Via Puglie n.4. "Esistono molte sindromi neurologiche a eziologia genetica certa, ovvero la cui espressivita' clinica dipende dall'alterazione di uno o piu' geni identificati (ad esempio la sindrome di Angelman o di Prader-Willi o ancora quelle forme di epilessia legate al malfunzionamento di canali ionici la cui espressione, come ogni proteina, e' intimamente legata a geni). Nei Dsa invece - ha aggiunto Zito - i potenziali geni coinvolti sono al momento pochi e comprendono ad esempio FOXP2, CNTNAP2 e CMIP. Bisogna analizzare cosa comporti sul piano clinico (fenotipo) un'anomalia strutturale di queste porzioni cromosomiche e perche' esistono dei disturbi che si mascherano da Dsa ma in realta' non lo sono".  La disprassia verbale, la balbuzie o ancora il ritardo nel linguaggio "rappresentano un altro esempio di questo fenomeno - ha sottolineato il membro dell'equipe diagnostica dell'Ido - senza pero' poter affermare che proprio un determinato gene alterato porti alla particolare patologia, perche' non esiste una corrispondenza univoca tra l'alterazione di un gene ed il fenotipo corrispondente di Dsa". Secondo Zito, quindi, "non deve passare il concetto che i Dsa siano un disturbo a base genetica ereditabile con modalita' mendeliana, ma non si puo' negare che in molti quadri clinici che si manifestano come Dsa si verifichi con maggior probabilita' un'alterazione di uno dei geni sopra citati. Spesso si rileva una familiarita' nei Dsa che suggerisce la presenza di un coinvolgimento genetico, ma ripeto - ha concluso il neurologo - non e' possibile oggi costruire una relazione causale con specifici geni" .

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Tratto da Natura Matematica

"Il problema fondamentale dell'umanità è che gli stolti ed i fanatici sono sempre strasicuri di sé, mentre le persone sagge sono piene di dubbi"

(Bertrand Russell 1872 - 1970)


L'insegnante...

Tratto da Natura Matematica

"L'insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l'insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani."

(Opera dell'artista @Igor Morski, dal nome "Placebo from supermarket shelves")

domenica 11 novembre 2012

"Il dono della dislessia" in uno spettacolo

La Nuova Ferrara del 07-11-2012

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FERRARA. Il dono della dislessia. E' il titolo dello spettacolo teatrale multimediale, mix di letture animate e video, che andrà in scena mercoledì 14 novembre, alle 10.45, alla Sala Estense in piazza Municipale a Ferrara. Protagonisti i giovani attori Marta, Simona, Emily, Virginia, Gabriele, Filippo, Carlos, Vanessa, Raimondo e Mattia, che racconteranno le esperienze vissute dalla scuola primaria alle superiori nell'affrontare un disturbo complicato come la dislessia. Il reading teatrale porterà poi il pubblico alla scoperta dei volti inediti di biografie famose, di personaggi del mondo della scienza e del cinema che hanno sofferto di dislessia. Al termine le voci degli attori in erba si uniranno a quelle del video “Don't shoot me”, che mette in luce come rapportarsi con chi è dislessico richieda attenzione e spirito di conoscenza. Un disturbo che non compromette l'intelligenza e la creatività, ma colpisce la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e scorrevole. Lo spettacolo, promosso dall'Associazione Sos Dislessia, prende forma all'interno del progetto Giovani e Volontariato, fuori e dentro la scuola 2 sostenuto da Agire Sociale Csv, un percorso che ha visto insieme giovani con dislessia, genitori, volontari e insegnanti, per migliorare l'integrazione scolastica e sensibilizzare sul problema le scuole. L'idea nasce quattro anni fa nel gruppo di genitori e ragazzi che frequentano il corso per l'autonomia scolastica portato avanti da Sos Dislessia. “Il dono della dislessia” approda alla Sala Estense dopo un tour che ha toccato tre feste del volontariato, che si sono svolte nella provincia di Ferrara. Collabora l'Associazione New Millenium e partecipano i giovani della scuola di hip hop “My style is new style Lopez hip hop crew”. Testi, video e regia sono di Silvia Borsetti e Valentina Malagutti; luci e audio di Giacomo Orlandi e Gianluca Bernardi. Lo spettacolo, gratuito e aperto alla cittadinanza, sarà introdotto da un laboratorio interattivo, rivolto alle scuole, per una prima conoscenza della dislessia e disturbi specifici dell'apprendimento, che sarà tenuto da Valentina Malagutti, presidente di Sos Dislessia e dai due tutor Giulia Ghironi e Francesco Fiorini. Per informazioni Valentina allo 338.79 20 398 -
http://www.ferrarasociale.org/aiutodislessia/

È dislessico: quale scuola?

Il Corriere della Sera del 10-11-2012

Ansia da pre-iscrizione, norme, diagnosi «Ci sarà uno stand per ogni problema»

MILANO. La dislessia fa il tutto esaurito. È successo l'anno scorso all'open day per famiglie dell'Associazione Italiana Dislessia ed è probabile succederà ancora domani per la nuova giornata aperta che si tiene in via Ettore Bugatti dalle 10.30 alle 16 (
www.aidlombardia.it). La presidente Laura Sanvito anticipa che ci vorrà pazienza, ma tutti avranno una risposta. «Alla scorsa edizione abbiamo dovuto improvvisare l'ingresso con i numeri, come ai supermercati». E aggiunge: «Ce la mettiamo tutta e cercheremo di soddisfare ogni richiesta, ma voglio ricordare che è possibile incontrare gli specialisti, dietro appuntamento e sempre gratuitamente, anche durante l'anno». La onlus nata dai genitori Cosa c'è dietro questo affollamento domenicale? Inutile girarci intorno: i disturbi specifici dell'apprendimento, dislessia, disortografia (incapacità di scrivere correttamente le parole), disgrafia (difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici) e discalculia (disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche) spaventano ancora molto. Sembrano «socialmente accettati», ma poi nella quotidianità madri e padri hanno a che fare con grandi difficoltà, e arriva l'ansia. Basta un esercizio di matematica ancora irrisolto dopo un paio di ore o una paginetta di storia che proprio non entra in testa. La paura di mamme e papà riguarda il futuro, perché nonostante la normativa (la legge è uscita due anni fa e ci sono trenta pagine di linee guida per gli insegnanti) non tutte le scuole sono davvero pronte ad accogliere bambini e ragazzi dislessici. L'Associazione Italiana Dislessia è una onlus creata da genitori con figli dislessici. E questa è la sua forza: fra pari c'è una comunicazione franca e diretta, senza disagio. Ed è la forza di questa giornata, dove non viene tralasciato niente. «Organizziamo l'open day come una fiera», racconta ancora la presidente, «con tanti piccoli stand per ogni tematica. A ogni sportello c'è un esperto che ascolta, consiglia, indirizza». Gli stand novità Ci sono stand più tradizionali, come quello dedicato alla diagnosi (al mattino sarà presente il neuropsicologo Enrico Profumo), pensato sia per chi ha solo un sospetto che per chi ha già un certificato in mano ma cerca chiarimenti, o quello della logopedia (dove farla, se farla anche in attesa di diagnosi, con che frequenza, le alternative per i ragazzi più grandi). E stand-novità, come lo spazio Università, affidato a studenti dislessici che raccontano le loro esperienze e sottolineano i servizi che gli atenei iniziano a offrire. Poi ci sono stand più tecnici, ad esempio uno dedicato all'informatica. «Il computer è il grande amico dello studente dislessico e ha una doppia potenzialità: strumento compensativo ma anche didattico», spiega Davide Ferrazzi, formatore in tecnologia didattica e inclusiva. Che precisa: «Sono bombardato da quesiti tecnici da parte delle famiglie, ma capitano sempre anche domande personali. Il figlio che non vuole usare il pc in classe per non sentirsi diverso, il bambino che l'ha avuto sul banco per i tre anni delle medie e al passaggio alle superiori ha trovato ostilità...». Costruire l'autonomia «Bisogna imparare a leggere il non detto», conferma Rosi Montani, docente e counselor, impegnata allo sportello scuole secondarie (medie e superiori). «Questo è il periodo delle iscrizioni, drammatico per molte famiglie. Noi abbiamo una sorta di database creato negli anni con i racconti dei genitori. Consigliamo come scegliere un liceo a seconda di interessi e tipo di diagnosi e suggeriamo le scuole più attente e sensibili, dove gli insegnanti hanno seguito corsi di formazione». «La domanda che ricevo più di frequente riguarda le abilità strumentali. L'obiettivo è arrivare, nel tempo, all'autonomia nello studio», conclude Lorenzo Calligaris, pedagogista che segue lo stand elementari. «Ma al di là delle singole risposte, l'open day crea una rete per i genitori e apre collaborazioni che diventano punto di riferimento importante nei momenti di difficoltà». Non è la fila che fa paura.

di Marta Ghezzi