A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

mercoledì 14 settembre 2011

Libri digitali

L'Associazione D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

Riapre lo sportello al pubblico tutti venerdì dalle 17.00 alle 19.00 a

Villa Bruno  - V. Cavalli di Bronzo

San Giorgio a Cremano

Libro AID

Biblioteca digitale dell'Associazione Italiana Dislessia "Giacomo Venuti"

La Biblioteca digitale per i dislessici "Libroaid" è un progetto dell'Associazione Italiana Dislessia, sostenuto dall'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna, e finanziato dalla Fondazione Telecom Italia. Fornisce, agli utenti che ne abbiano diritto, copia dei file digitali dei libri scolastici adottati nelle scuole

Dislessia, in aula registratori e pc con sintesi vocale

Quest’anno agevolati nello studio i circa 200 mila alunni che ne soffrono, dopo il Decreto varato a luglio

Pc con sintesi vocale: MILANO -Registratori per incidere le parole dell’insegnante senza dover prendere appunti, computer col correttore automatico, calcolatrici per facilitare addizioni e sottrazioni. Sono alcuni degli strumenti didattici e tecnologici sui quali potranno contare da quest’anno tutti gli studenti che soffrono di Disturbi specifici dell’apprendimento, come dislessia, disgrafia, discalculia. I circa 200 mila alunni con Dsa potranno anche essere dispensati da alcune prove, come per esempio quella scritta di lingua straniera, che saranno sostituite da altre equivalenti, magari svolte al pc.   
NON PIU’ SOLO CIRCOLARI – Fino all’anno scorso le misure «compensative e dispensative» erano previste solo da circolari ministeriali e adottate in modo difforme dalle scuole. Ora entrano di diritto nelle aule scolastiche, grazie alle Linee guida allegate al decreto del Ministero dell’Istruzione varato lo scorso 12 luglio, in attuazione della legge n. 170/10 sui Disturbi specifici di apprendimento . Stesse regole per gli studenti universitari con Dsa, sia per i test di ammissione che per gli esami: le prove scritte saranno sostituite da quelle orali, potranno utilizzare il computer con correttore ortografico e sintesi vocale e avranno a disposizione un tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più rispetto ai compagni.  
FORMAZIONE DOCENTI - «I cambiamenti non saranno immediati anche perché è necessaria la formazione dei docenti - afferma Enrico Ghidoni dell’Associazione Italiana Dislessia e neurologo presso l’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia  -.  È un punto fondamentale: con la legge gli interventi saranno più capillari in ogni scuola. Il decreto prevede schede di lavoro per gli insegnanti in modo che siano in grado di “gestire” ragazzi con questo tipo di problemi. Per esempio, con l’utilizzo di una didattica flessibile e forme di verifica del profitto scolastico che tengano conto del disturbo di cui soffre lo studente». Il Ministero dell’Istruzione in collaborazione con le Università, ha già avviato la formazione dei docenti con l’obiettivo di avere un «referente per la dislessia» nelle scuole. Tra le altre novità previste dal Decreto  la nascita dei «Cts per la dislessia», dislocati sul territorio nazionale: saranno di supporto ai docenti. 
DIAGNOSI PRECOCE - Secondo la legge sui Dsa, appena si sospetti il disturbo le scuole dovranno sollecitare il ricorso a specialisti per la diagnosi di dislessia. È previsto, però, un altro decreto attuativo che dovrebbe essere varato a breve. «Spetta ai Ministeri dell’Istruzione e della Salute e dovrà dare indicazioni per mettere a punto protocolli regionali su attività di screening e individuazione precoce dei disturbi dell’apprendimento, in modo da evitare diagnosi tardive - spiega Ghidoni - .  Il decreto dovrà fare chiarezza anche sui centri che effettuano la diagnosi. La legge afferma che va fatta da strutture pubbliche ma, essendo ancora poche, nella maggioranza dei casi il disturbo è certificato da centri e medici privati. Servono quindi – conclude l’esperto - indicazioni specifiche per evitare che le scuole non accettino più la diagnosi di Dsa fatta in centri privati».
Maria Giovanna Faiella
12 settembre 2011

martedì 13 settembre 2011

Scuola, si parte. Ecco che cosa cambia

Tratto da Affaritaliani.it

Sono quasi 8 milioni gli studenti iscritti per l'anno scolastico 2011/2012. Le iscrizioni, spiega una nota del ministero dell'Istruzione, tendono a diminuire nel Nord-Est, nel Sud e nelle Isole; aumentano invece nel Nord-Ovest e nel Centro. Il numero di studenti per classe rientra nella media Ocse.
AUTUNNO CALDO, SI PARTE IL 7 OTTOBRE -Sarà dunque un autunno caldo, tra mobilitazioni, flash mob e proteste, quello degli studenti sempre più intenzionati a "riscrivere" il sistema scolastico pensato dal ministro Mariastella Gelmini. "Oggi armati di scontrini, calcolatrici, volantini e numeri giganti, al suono della prima campanella abbiamo presentato il conto al governo e al ministro Gelmini, facendo vedere i danni che questo governo che non sa contare sta causando all'Italia che conta". L'avvio delle lezioni inizia con la protesta degli studenti medi, che stamani hanno organizzato un flash mob davanti a un istituto romano per "dire no ai tagli all'istruzione". In una nota la Rete degli studenti spiega: "Sono mesi che sentiamo parlare di bilanci, conti e manovre ma nessuno parla di investimenti sull'istruzione e sul nostro futuro. Ci siamo stufati di essere in balia di un governo che da i numeri, che da un lato taglia 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, mette in ginocchio gli enti locali eliminando ogni prospettiva di diritto allo studio, taglia insegnanti lasciandoci con classi pollaio e edifici fatiscenti, e dall'altro lato parla di rigore e merito, lasciando intatti i privilegi di chi evade e continua a lucrare a spese del nostro futuro".

Le iniziative di oggi in tutte le città d'Italia, fanno sapere, "sono soltanto l'inizio di un lungo autunno di mobilitazione, siamo stanchi di stare alla finestra e di essere considerati l'ultima ruota del carro, vogliamo riprenderci questo Paese". E insistono: "Siamo stufi di sentirci ripetere da un ministro che non sa fare altro che approvare i tagli di Tremonti e nascondersi dietro iniziative populiste che difendiamo la scuola del passato, quando invece con le nostre idee per cambiare la scuola pubblica abbiamo riempito e continueremo a riempire intere piazze. Ed e' quello che faremo il primo ottobre, insieme all'Unione degli Universitari invadendo le piazze piu' importanti di tutte le citta' d'Italia, con striscioni enormi in cui riscriveremo e faremo vedere la scuola e l'universita' che vogliamo, iniziando un lungo percorso di partecipazione che prendera' vita nei prossimi mesi nei luoghi della formazione con assemblee e iniziative". Poi il 7 ottobre manifestazione "con cortei ovunque, portando in piazza la scuola, l'universita' e il Paese che vogliamo".
LE NOVITA' - Dal numero degli alunni ai libri digitali, ecco i numeri e le novità del ritorno sui banchi: IscrizioniTutti i nuovi Licei introdotti dalla Riforma registrano una crescita delle iscrizioni. Aumentano gli iscritti agli Istituti tecnici, mentre diminuiscono quelle ai professionali.
BORSE DI STUDIO - Gli studenti che hanno ottenuto 80 centesimi all'esame di Stato avranno la possibilità di affrontare un ulteriore test nazionale che metterà in palio borse di studio da 10 mila euro. I test saranno elaborati dall'Invalsi e non valuteranno la preparazione strettamente scolastica degli studenti ma le competenze di base. Partiranno i primi 59 istituti tecnici superiori con l'intento di riorganizzare il canale della formazione superiore non universitaria. Partirà il concorso per circa 2.300 posti da dirigente scolastico. Per la prima volta i libri che saranno adottati quest'anno per il prossimo anno scolastico dovranno essere testi anche in formato elettronico. Nell'anno accademico 2011-2012 saranno attivati primi in Europa i corsi di perfezionamento per dare agli insegnanti la patente Clil (cioè per poter insegnare una disciplina non linguistica in lingua straniera). Le famiglie degli alunni disabili potranno contare su oltre 94 mila docenti. La percentuale massima di alunni stranieri per classe potrà essere del 30%. Gli alunni stranieri nell'ultimo decennio sono passati da 147 mila a oltre 700 mila.
TEMPO PIENO - Prosegue anche l'incremento del tempo pieno: dall'anno scolastico 2003/04, 270mila alunni e 7mila classi in più. Per l'anno scolastico 2011/2012, il Miur ha avviato l'immissione in ruolo di 30.300 docenti e di 36mila Ata.
ISTITUTI TECNICI SUPERIORI - Partiranno a settembre, dopo l'approvazione del Regolamento da parte della Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio scorso, i primi 59 Istituti Tecnici Superiori, strutture speciali di alta tecnologia costituite con l'intento di riorganizzare il canale della formazione superiore non universitaria. Gli ITS consentono di conseguire il Diploma di Tecnico Superiore, con conseguente accesso al mondo del lavoro nell'ambito del settore di specializzazione, ma offrono anche la possibilità di proseguire gli studi all'Università per il conseguimento del titolo di laurea con appositi CFU riconosciuti al termine del percorso biennale degli ITS (come previsto dalla legge 240/2010 di riforma universitaria). Agli ITS possono iscriversi i diplomati che intendono conseguire il Diploma di Tecnico Superiore, per poi inserirsi velocemente nel mondo del lavoro e procedere anche negli studi. Su 59 ITS regolarmente costituitisi per il primo biennio, circa 15 hanno già pubblicato, durante l'estate, il proprio bando di selezione per l'ammissione ai corsi biennali. Sono state già raccolte 750 pre-iscrizioni per i soli 15 ITS. Si stima che tra settembre e ottobre oltre 5mila domande saranno esaminate dalle commissioni preposte alla pre-selezione e alla valutazione dei titoli. Gli ITS in Italia: 3 in Abruzzo, 3 in Campania, 7 in Emilia Romagna, 2 in Friuli Venezia Giulia, 7 nel Lazio, 4 in Liguria, 7 in Lombardia, 3 nelle Marche, 1 in Molise, 3 in Piemonte, 3 in Puglia, 1 in Sardegna, 5 in Sicilia, 3 in Toscana, 1 in Umbria e 6 nel Veneto.
CONCORSO PRESIDI - Partirà il concorso per circa 2.300 posti da Dirigente Scolastico che permetterà di dare una risposta concreta al fabbisogno dei singoli istituti, in particolare alle scuole in reggenza. Libri digitali - Per la prima volta, obbligatoriamente per legge, i libri che saranno adottati quest'anno per il prossimo anno scolastico dovranno essere testi anche in formato elettronico. Una novità che garantirà un consistente risparmio alle famiglie. Corsi CLIL per docenti - Nell'anno accademico 2011/2012 saranno attivati i corsi di perfezionamento per dare agli insegnanti la patente CLIL (cioè per poter insegnare una disciplina non linguistica - es. storia, scienze, ecc - in lingua straniera). I corsi, in 60 CFU, richiedono, per potervi accedere, l'abilitazione e un livello di competenza linguistica C1 in lingua straniera. L'Italia è il primo paese in Europa ad aver messo a ordinamento il CLIL, seguendo le indicazioni dell'Unione Europea. Il percorso, nelle parole di David Marsch, massimo esperto europeo della metodologia CLIL, è «innovativo ed unico nell'Unione Europea. Numerosi sforzi sono stati fatti negli Stati membri nella formazione iniziale dei docenti per introdurre la metodologia CLIL, ma le indicazioni non risultano così complete ed integrate come in questo caso.
IL CARO LIBRI -  Il Codacons stima che quest'anno per mandare i figli a scuola, le famiglie spenderanno l'8% in più, tra libri e corredo scolastico. E mentre c'è chi va a caccia dell'affare su internet (in aumento le vendite su e-Bay), Federcartolai propone un kit contro il caro prezzi: con 19.90 euro si possono acquistare zaino, astuccio e cancelleria varia. L'associazione dei contribuenti italiani Contribuenti.it ha poi posto l'accento sull'annoso problema dell'edilizia scolastica: due scuole su tre non sono a norma e devono essere messe in sicurezza. Il tutto mentre a Milano si protesta per la "classe ghetto" della scuola primaria di via Paravia, bloccata sul nascere dal ministro dell'Istruzione Gelmini: troppo pochi gli alunni e soprattutto tutti stranieri.
E-BOOK - Le nuove tecnologie hanno stregato gli studenti: studierebbero più volentieri se al posto del classico book nel futuro prossimo le scuole adottassero solo gli e-book. Palmari, smartphone e tablet sono il pane quotidiano per la generazione 2.0, quella che cataloga i libri cartacei nella categoria vintage. Secondo uno studio dell'associazione Comunicazione Perbene, il 71% degli studenti andrebbe più volentieri a scuola se gli strumenti didattici fossero più tecnologici. Nel corso di quest'anno scolastico, per direttiva del ministero dell'Istruzione, le scuole saranno chiamate per la prima volta ad adottare per il 2012-2013 libri digitali o misti in sostituzione dei tradizionali libri cartacei. Con buona pace dei portafogli delle famiglie, che, secondo le stime del Ministero, riuscirebbero a risparmiare fino a 100-110 euro l'anno. Ma i ragazzi non si accontentano, vorrebbero una scuola definitivamente svecchiata. Vorrebbero leggere Dante direttamente sul loro tablet, connettersi alla rete anche in classe, annotare gli appunti direttamente sui notebook, utilizzare le applicazioni-scuola per gli smartphone. E gli istituti, dal canto loro, ci provano, tentano di rimanere al passo con i tempi. Già da qualche anno le comunicazioni scuola-famiglia si sono velocizzate grazie a web e cellulare (in alcuni istituti non c'è scampo per chi marina la scuola, i genitori vengono informati in tempo reale sulle assenze con un sms) e le lavagne interattive multimediali installate in tutta Italia sono arrivate a quota 25.800. Gli editori dei libri di testo si sono già attrezzati, proponendo cataloghi e convenzioni con le scuole che intendono adottarli. E in alcune scuole le sperimentazioni sono già partite

lunedì 12 settembre 2011

Inizia un'altro anno scolastico, speriamo non sia sempre una guerra

Faccio un "GRAND IN BOCCA AL LUPO" ai nostri ragazzi che oggi riprendono la scuola, sperando che quest'anno sia più semplice dei trascorsi. Cari prof. la vostra è una missione, non un impiego. Ciao Lele, buona scuola

giovedì 8 settembre 2011

SCUOLA: LIBRI CARTA O E-BOOK? I CONSIGLI DEGLI ESPERTI DEL BAMBIN GESU'

(ASCA) - Roma, 7 set - Il libro elettronico sta conquistando nel mondo larghe fette di consenso non solo per leggere il proprio thriller preferito durante gli spostamenti in metropolitana, ma anche tra i banchi di scuola.

L'intera cartella racchiusa in uno schermo di pochi pollici, nessun albero abbattuto e nessun alibi del tipo ''ho dimenticato il libro a casa''. Ma ancora piu' importante - soprattutto in tempo di crisi - l'utilizzo degli e-book abbatterebbe il fenomeno del caro-libri e delle eredita' dei libri gia' sottolineati e annotati dai fratelli piu' grandi.

Ma se i vantaggi sono indubbi sul fronte della ''logistica'' e della praticita', oltre che dell'economicita', si puo' dire altrettanto dal punto di vista dell'apprendimento? Sembrerebbe proprio di si'. Pur non essendoci ancora una letteratura scientifica sufficientemente vasta a sostenere questa linea, in termini di ausilio per l'apprendimento gli e-book non avrebbero nulla da invidiare ai libri di testo stampati. Anzi.

''Un e-book offre numerose risorse in piu' per un bambino - evidenzia Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'- . Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attivita' eseguibili per uno studente.

Ma il vero vantaggio i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. Un bambino che ha una difficolta' di apprendimento potra' ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l'altra, cosi' come attivare la funzione audio per ridurre le difficolta' legate alla dislessia''.

''Leggere, dunque, non ad alta voce pero' - continua Vicari - a differenza di quello che viene spesso richiesto agli alunni. Leggere ad alta voce quando si hanno difficolta', riduce la velocita' di lettura e puo' compromettere la comprensione del testo. Curare solo la forma, come ad esempio badare troppo a non fare errori spesso, riduce infatti l'attenzione sul contenuto del brano da apprendere. E questo vale per tutti, tanto piu' per chi ha disturbi dell'apprendimento''.

''Schematizzare e riassumere per facilitare l'apprendimento e quindi l'esposizione orale o scritta in sede di verifica'', consigliano gli esperti del Bambino Gesu'.

Per aiutare bambini e ragazzi, le famiglie, ma anche gli insegnanti ad affrontare con serenita' il nuovo anno scolastico, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' ha aperto uno spazio dedicato sul Portale Sanitario Pediatrico www.oaspedalebambinogesu.it, costantemente implementato con le indicazioni degli specialisti. Si va dall'alimentazione piu' adatta agli studenti, alle indicazioni su postura e zaini, ad approfondimenti su temi rilevanti come il bullismo tra i giovani e il rapporto con le nuove tecnologie.

martedì 6 settembre 2011

Dislessia, nuove misure a favore di studenti con DSA

Tratto da Sophia - pagina iniziale

5 Settembre 2011
Il Ministro dell‘Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha firmato il decreto attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento (DSA). La legge tutela il diritto allo studio dei ragazzi con DSA individuando e puntando soprattutto su nuove forme didattiche, su adeguate modalità di valutazione e su una specifica formazione dei docenti. Secondo le ultime rilevazioni del Miur, del febbraio 2011, sono circa 70 mila gli alunni con diagnosi di DSA, ma secondo recenti ricerche scientifiche la percentuale della popolazione scolastica interessata dai DSA va dal 3% al 5%, pertanto il numero dei casi non ancora diagnosticati potrebbe riguardare oltre 200 mila alunni. Il Miur guarda a questo problema con massima attenzione e promuove, anche attraverso nuove Linee Guida, il successo formativo - a scuola e all’università – di alunni e studenti con DSA, garantendo il supporto alle loro famiglie.
Misure educative e didattiche
Con il decreto attuativo e le Linee Guida, sono individuate, ai sensi della Legge 170/2010, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento, fin dalla scuola dell’infanzia. Le Linee Guida presentano alcune indicazioni, elaborate sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, per realizzare interventi personalizzati, che puntano sulla centralità delle metodologie didattiche.
Strumenti compensativi e misure dispensative
Il decreto prevede strumenti didattici e tecnologici (strumenti compensativi) che facilitano lo studio degli alunni con DSA:
* sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
* il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
* i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
* la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo.
Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni particolarmente difficoltose a causa del disturbo. Per esempio, si può essere dispensati dalla prova scritta di una lingua straniera, in corso d’anno e in sede di esame, e svolgere prove sostitutive equipollenti (con un computer dotato di sintesi vocale o in forma orale).
Rapporti con le famiglie
Particolare importanza riveste il rapporto con le famiglie degli alunni con DSA. Nel primo periodo di approccio dei figli con la scuola primaria, le famiglie sono poste di fronte a difficoltà inattese e necessitano di essere supportate e informate con professionalità e costanza sulle strategie didattiche che di volta in volta la scuola progetta per i loro figli, sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti. Per tali necessità, le istituzioni scolastiche organizzeranno con maggior frequenza incontri con le famiglie interessate, affinché l'operato dei docenti risulti conosciuto, condiviso e coordinato con l'azione educativa della famiglia stessa.
Formazione per i dirigenti scolastici e i docenti
Il MIUR ha già avviato e finanziato azioni di formazione su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di avere un ‘referente per la dislessia’ in ogni scuola. Ad oggi, interventi di formazione sono stati realizzati in dodici regioni italiane. In altre sei saranno avviati entro l’anno. A partire dal prossimo anno accademico, in accordo con la Conferenza nazionale permanente dei Presidi di Scienze della Formazione, il Ministero promuoverà percorsi di alta formazione attraverso l’attivazione, in 32 università, di Corsi di Perfezionamento o Master in “Didattica e psicopedagogia per i Disturbi Specifici di Apprendimento”, rivolti a dirigenti scolastici e a docenti delle scuole di ogni ordine e grado. I corsi hanno durata annuale, con relativa acquisizione di 60 CFU (Crediti Formativi Universitari). Per realizzare un’offerta formativa flessibile, che si adatti ai diversi bisogni formativi del personale della scuola, i corsi sono articolati in tre moduli, ciascuno equivalente a 20 CFU, corrispondenti rispettivamente ad un livello ‘base’, ‘intermedio’ e ‘avanzato’, che possono essere frequentati anche singolarmente.
L’articolazione generale prevede almeno ¼ dell’impegno didattico dedicato ad esperienze laboratoriali, applicative delle cognizioni teoriche apprese, svolte a scuola, con certificazione delle attività da parte del Dirigente scolastico, o di tirocinio con tutor presso centri specializzati e scuole selezionate.

Scuola Media Statale G. Massaia di S. Giorgio a Cremano - Primo corso di informazione/formazione


Oggi presso la Scuola Media Statale G. Massaia di S. Giorgio a Cremano ha avuto inizio il primo di una serie di incontri di informazione/formazione dell'Associazione D.S.A. - Dislessia, un limite da superare. Il corso è stato tenuto dal Foniatra dott. A. Di Somma. Prossima data 13.9.2011 a Portici presso il II° Circolo



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lunedì 5 settembre 2011

Didattica mirata per i casi di dislessia

Con il nuovo anno scolastico arrivano importanti novità per gli alunni dislessici. Sono circa duecentomila i soggetti potenzialmente interessati.
La dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia sono adesso riconosciuti come disturbi specifici di apprendimento (Dsa). La dislessia è un disturbo che può manifestarsi, negli alunni, appena sottoposti all'apprendimento della lettura e della scrittura. Queste difficoltà provocano conseguenze sia sul piano degli apprendimenti, sia sul piano psicologico.
Fino a oggi, in diversi casi, questi alunni hanno dovuto subire ingiuste bocciature e umilianti trattamenti, perché considerati come svogliati e poco attenti, piuttosto che persone con difficoltà con la necessità di essere seguiti attraverso interventi didattici mirati. Il decreto attuativo e le linee guida, che arrivano dopo la legge 170/2010, attesa da dieci anni e recentemente approvata, prevedono misure in grado di favorire il successo scolastico di questi alunni. Arriveranno, adesso, nelle scuole, strumenti utili come registratori vocali, programmi di videoscrittura con correttore ortografico e calcolatrici.
Le scuole hanno il compito di segnalare alle famiglie le eventuali evidenze di disturbi specifici di apprendimento, in modo da avviare il percorso per una corretta diagnosi. Dopo l'individuazione di un alunno con Dsa, la scuola si farà carico, di attivare interventi didattici individualizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l'indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate. Ricadute di questo processo ci saranno pure sulla valutazione, che deve avvenire consentendo all'alunno di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto.
Nei casi più gravi è anche possibile prevedere apposite misure dispensative, cioè interventi che consentono all'alunno di non svolgere alcune prestazioni particolarmente difficoltose a causa del disturbo. Ad esempio, nel caso in cui ricorrano particolari condizioni, l'alunno potrà essere dispensato dalla prova scritta di una lingua straniera, in corso d'anno e in sede di esame, e svolgere prove sostitutive.

Maturità, addio al quizzone

Il progetto: un test per uniformare i giudizi delle scuole

ROMA - Sono usati da tempo alle elementari e alle medie, l'anno scorso hanno debuttato alle superiori. Adesso per i test Invalsi è arrivato il momento della Maturità e a giugno 2012 saranno sperimentati su base volontaria durante gli esami di Stato. Sono le famose prove standard, quelle che tanto hanno fatto discutere negli ultimi mesi e che, essendo uguali per tutti, hanno l'obiettivo di misurare il livello degli studenti a prescindere dal variabile metro di giudizio dei loro professori. Il ministero dell'Istruzione sta già cercando le scuole che vorranno aderire volontariamente al progetto. Dovrebbero essere un centinaio, l'idea è trovarne una per ogni provincia in modo da avere un campione rappresentativo di tutto il territorio.

Se la sperimentazione dovesse andare bene, dall'anno successivo - e quindi dalla Maturità del 2013 - il test Invalsi potrebbe diventare obbligatorio per tutti i maturandi. E prendere il posto del quizzone, la terza prova che oggi consiste in una serie di domande su cinque materie preparate dalle singole commissioni e quindi diverse da scuola a scuola. Ecco, ma il test Invalsi della Maturità quali materie potrebbe toccare? Sicuramente italiano e matematica, come già avviene alle elementari e alle medie. Ma si studia l'ipotesi di una prova standard anche per la lingua straniera. Una volta a regime, e quindi non prima del 2013, il test Invalsi potrebbe far media nel voto di maturità, come oggi avviene per l'esame di terza media. Durante la sperimentazione, invece, il risultato resterà fuori dal voto finale.