A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

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martedì 13 maggio 2014

Un’opportunità a 'costo zero' per gli alunni affetti da DSA e BES

Abbiamo ricevuto un'email del nostro lettore Elvio Petrecca, che illustra le potenzialità dei blog didattici per gli alunni affetti da DSA e BES. Volentieri la pubblichiamo.  
Invitiamo altri lettori interessati a intervenire sull’argomento, o a offrire nuovi spunti di dibattito, a scriverci come di consueto a botta_e_risposta@tuttoscuola.com.
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Un’opportunità a “costo zero” per gli alunni affetti da  DSA e BES
Il sistema scolastico ha bisogno di una  sconvolgente metamorfosi  per continuare ad essere la sede  esclusiva e privilegiata “dell’apprendimento”. I possibili sviluppi futuri dei sistemi formativi, esigono una riorganizzazione metodologica strutturale, orientata ad accelerare i processi d’inserimento delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione  (TIC).
Aggiornamento, ricerca e risorse finanziarie, sono gli elementi irrinunciabili per individuare, metodi e strategie valide, che conducono alla  realizzazione di “ linee guida” dettagliate, che  mettono nelle condizioni le istituzioni scolastiche e gli  educatori, di utilizzare agevolmente con “facilità” tali metodologie e stabilire un più accattivante, produttivo, efficace  “dialogo educativo” con i discenti, tutti i discenti, nessuno escluso, per  garantire loro, “la piena realizzazione della personalità.
Tra i tanti metodi offerti dalle tecnologie didattiche, riteniamo che i blog didattici, con la  loro insita flessibilità operativa, siano gli strumenti più versatili con cui è possibile proporre degli interventi commisurati ai bisogni e alle esigenze, agli interessi, alle motivazioni degli allievi.
Se ciò vale per gli allievi  normodotati, diventa, estremamente utile  per gli allievi con DA (Diversamente Abili), BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici d’Apprendimento). E’ possibile concepire questo spazio web, realizzabile “gratuitamente” (Blogger World Press etc.) con facilità, attraverso una procedura guidata passo dopo passo, come uno strumento che facilita l’apprendimento, attenuando o/e compensando le carenze e le difficoltà.
Attraverso un blog didattico è possibile realizzare una programmazione personalizzata nel pubblicare specifico materiale testuale, grafico o multimediale adeguato all’entità del disturbo, che permette all’allievo in modo “alternativo”, di raggiungere gli obiettivi programmati. Un blog come ambiente d’apprendimento con contenuti formali ed informali che traccia una specie di portfolio elettronico del vissuto educativo, didattico e umano degli allievi, che dà continuità all’azione educativa e agevola il lavoro dei Consigli di Classe e degli insegnanti che spesso si alternano nel seguirli, nei vari ordini di scuola, Uno spazio web che può offrire, i seguenti vantaggi:  
  • è utilizzabile durante tutto l’anno scolastico, diventa di fondamentale utilità,  nei lunghi periodi di interruzione delle attività didattiche e nei casi in cui, gli alunni, si trovano nelle condizioni di non poter frequentare assiduamente la scuola poiché ospedalizzati o sottoposti a particolari terapie;
  • crea un canale comunicativo reciproco tra tutte  le figure familiari, istituzionali e professionali che seguono l’alunno;
  • stabilisce dei rapporti di collaborazione tra diverse scuole e insegnanti che vivono le stesse problematiche per la condivisione, il confronto e lo scambio di materiali e  di “buone pratiche” d’insegnamento”.
Associato ad un blog è possibile utilizzare in parallelo, un programma che permette di comunicare in videoconferenza con l’alunno (Messanger, Skype). Un blog personalizzato in cui pubblicare  informazioni utili alle persone che si interessano all’alunno e specifico materiale  per lo studio. Il VoIP per rielaborare i contenuti programmatici pubblicati sul blog, ma anche per studiarne altri. In tal modo con un blog ed un VoIP si andranno a privilegiare, per l’acquisizione dei contenuti, i canali comunicativi più favorevoli, ad esempio, per gli allievi con DSA.
Prof. Elvio Petrecca

tuttoscuola.com

Audiolibri e manuali semplificati. Quando la tecnologia aiuta gli alunni in difficoltà

Il contenuto di un libro rielaborato in maniera semplificata e sintetica, pensando in particolare agli studenti stranieri che non conoscono bene l’italiano (sotto, un esempio). Contenuti per potenziare l’attenzione e la memoria dedicati agli alunni con disabilità intellettive. File per costruire mappe concettuali, destinate agli allievi con difficoltà di apprendimento.
Sono alcuni degli strumenti per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES) messi a punto dalla casa editrice Zanichelli (qui, il catalogo).

Già la legge 170/2010 riconosceva la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA) e prevedeva misure educative e didattiche di supporto. Un’ulteriore direttiva del ministero dell’Istruzione del 27 Dicembre 2012 allarga le categorie di allievi cui destinare le strategie e gli strumenti di aiuto: «Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare bisogni educativi speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta» si legge nel documento. In cui, appunto, si spiega che «l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse».
Proprio per questi studenti, come ha sottolineato Franco Bomprezzi in un post sul blog Invisibili, i nuovi strumenti digitali possono rappresentare una risorsa in più.
Ecco alcuni esempi, tra i prodotti della casa editrice Zanichelli. Partendo dagli strumenti più semplici, segnaliamo gli  audiolibri letti da attori  (non sintetizzati tramite un sistema digitale automatico), utili inannzitutto per gli alunni con problemi divista ma anche per quelli con difficoltà nella lettura o per gli stranieri che abbiano bisogno di ascoltare la pronuncia esatta della lingua italiana.
Per gli allievi ipovendenti o per gli studenti dislessici o con altri disturbi specifici di apprendimento, inoltre, l’editore mette a disposizione, su richiesta, anche il file del libro di testo che può essere riebolarato con gli appositi software compensativi (vale a dire i programmi informatici che supportano le fragilità o le difficoltà di apprendimento causate dal disturbo). Un ulteriore possibilità è il sintetizzatore vocale, con parole evidenziate una a una (modalità karaoke), pensato sempre per studenti ipovedenti, non vedenti e con DSA, per aiutarli a orientarsi nel testo (questo strumento è disponibile, per ora, solo online, nella piattaforma interactive eBook).

mercoledì 12 marzo 2014

Prove 2014: INVALSI e MIUR - Nuova Circolare


Prove 2014: INVALSI e MIUR si ricordano degli allievi con bisogni educativi speciali
Ma la nota relativa è sprofondata nel sito e di difficile reperibilità.
07/03/2014
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La si può trovare nel sito dell’INVALSI, cliccando “Area prove”, poi “Rilevazioni nazionali”, poi “Materiale informativo” e finalmente eccola, la Nota congiunta MIUR – INVALSI sullo “svolgimento delle prove INVALSI 2014 per gli allievi con bisogni educativi speciali”.
La nota non si riferisce alla prova nazionale d’esame, ma solo alle prove INVALSI, e quindi, per le classi II e V primaria e per la classe II della secondaria di secondo grado.
Importante la sottolineatura che le prove non sono finalizzate alla valutazione degli alunni.
Interessante che si inviti a cercare la più larga inclusione possibile di tutti gli allievi nello svolgimento delle prove stesse.  Si ricorderanno le polemiche  e le critiche suscitate negli anni precedenti dall’indicazione più o meno esplicita di escludere tout court gli alunni con handicap dalle prove.
Non deve sfuggire che, anche in questa nota, l’inclusione viene rinviata alla categoria del possibile in ragione del fatto che occorre assicurare il rispetto del protocollo di somministrazione delle prove.
Rimane il fatto che  le classi in cui gli alunni con BES sono inseriti, lavorano ordinariamente includendoli. La loro presenza contribuisce alla fisionomia del gruppo classe, alle sue dinamiche, ai suoi risultati. Escluderli dalla rilevazione, non tener conto dei loro risultati appare comunque come una forzatura.
La nota contiene una tabella che definisce le modalità di partecipazione alle prove a seconda delle diverse tipologie di BES, che indica se debba essere la scuola o meno a decidere che vengano svolte, se debbano essere incluse o meno nei dati di classe e di scuola, se e quando si debbano utilizzare o meno strumenti compensativi o altre misure.
In alcuni casi la scuola potrà personalizzare le prove, ma in questo caso i risultati non saranno elaborati dall’INVALSI.
Il Dirigente Scolastico potrà chiedere che per gli allievi con BES della classe seconda della secondaria di secondo grado le prove si svolgano con una scansione temporale in due giorni invece che in un solo giorno.
Per le scuole che ne facciano richiesta all’atto della registrazione, l’INVALSI mette a disposizione le prove in formato audio (.mp3) per l’ascolto individuale in cuffia delle prove.
nota miur invalsi svolgimento prove invalsi 2014 bes

mercoledì 19 febbraio 2014

Servizi di ascolto psicologico - DSA


SERVIZIO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAPCO)



Che cos’è?

E’ attivo presso le sedi Adsu il Servizio di Ascolto Psicologico rivolto a tutti gli studenti UdA e si occupa di individuarne i bisogni e gli eventuali ostacoli di natura psicologica rilevati durante il percorso universitario, fornendo loro un adeguato supporto/chiarificazione nelle situazioni di crisi/disagio (difficoltà nella metodologia di studio, nelle relazioni interpersonali, problemi di integrazione sociale, etc.).

Il SAPCO interviene in modalità esclusivamente riservata e gratuita, permettendo così di individuare le risorse di ogni singolo studente e favorendo il raggiungimento degli obiettivi accademici per facilitare il processo di autonomia ed accrescere la qualità di vita.

Cosa offre?

- Sportello di ascolto;

- Consulenza di orientamento individuale e/o di gruppo;

- Coordinamento tra attività tutoriali;

- Gruppi di studio;

- Collaborazione interattiva con i servizi di Orientamento, Disabilità, DSA e Placement.



SERVIZIO DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (DSA)



Che cos’è?

E’ attivo presso le sedi Adsu il Servizio per studenti DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, dove operatori specializzati offrono consulenze e interventi gratuiti volti a favorire l'inserimento dello studente, migliorandone la qualità di vita.

Il Servizio DSA, nell’ottica sia della riservatezza individuale sia di una reale inclusione, propone differenti attività finalizzate all’individuazione e al superamento delle problematiche di natura didattica, psicologica e sociale, per il raggiungimento degli obiettivi accademici a tutela delle pari opportunità di studio.

Cosa offre?

- Prima accoglienza richieste studente;

- Consulenza specifica per l’elaborazione di strategie di risposta;

- Laboratori metacognitivi (gruppi studio, student training individuali e di gruppo);

- Attività di raccordo tra il personale docente e lo studente sulle tematiche atte a favorire l’inclusione;

- Collaborazione interattiva con i servizi di Orientamento, Counseling, Disabilità e Placement;

- Incontri concordati presso Scuole Secondarie di II Grado per insegnanti e alunni dell’ultimo biennio.



CONTATTI

Servizio di Ascolto psicologico (SAPCO)
Referente :
Dott.ssa Karola Sorgi
Per richiedere un appuntamento scrivere a: sapco@adsuch.it

Servizio Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Referenti :
Dott.ssa Giulia Paoloni
Dott.ssa Irene Sborlini
Per richiedere un appuntamento scrivere a: dsa@adsuch.it


DOVE SIAMO

Sede di Chieti: Viale Unità d’Italia 32/A, Chieti. Tel. 0871.561740 (interno 228)
Sede Pescara: Viale Guglielmo Marconi 189, Pescara Tel. 085.4549592




http://www.unich.it/unichieti/appmanager/unich/didattica?_nfpb=true&_pageLabel=P35200115201390997664243

Seminari sul metodo di studio per studenti con DSA


Seminari sul metodo di studio per studenti con DSA


Il Servizio Disabili e DSA organizza dei seminari sul metodo di studio rivolti esclusivamente agli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento già registrati presso il Servizio.

I seminari saranno tenuti dalle docenti Miriam Bait, Raffaella Folgieri e dalla dott.ssa Marialessia Musumeci; saranno strutturati in tre moduli per ciascuna sessione mensile e riguarderanno le tecniche di memorizzazione, la realizzazione di mappe concettuali e le metodologie di apprendimento della lingua inglese.

I seminari si terranno nella sala riunioni del Servizio Disabili e DSA in via Festa del Perdono, 3 (piano terra) nei seguenti giorni:
3-4-5 di marzo dalle ore 9 alle ore 12,
7-8-9 di aprile dalle ore 13 alle ore 16.

Gli studenti interessati possono iscriversi - entro il 24 febbraio - inviando una mail all’indirizzo ufficiodisabili@unimi.it, specificando la sessione mensile scelta.
31 gennaio 2014


Il Servizio Disabili e DSA organizza dei seminari sul metodo di studio rivolti esclusivamente agli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento già registrati presso il Servizio.

I seminari saranno tenuti dalle docenti Miriam Bait, Raffaella Folgieri e dalla dott.ssa Marialessia Musumeci; saranno strutturati in tre moduli per ciascuna sessione mensile e riguarderanno le tecniche di memorizzazione, la realizzazione di mappe concettuali e le metodologie di apprendimento della lingua inglese.

I seminari si terranno nella sala riunioni del Servizio Disabili e DSA in via Festa del Perdono, 3 (piano terra) nei seguenti giorni:
3-4-5 di marzo dalle ore 9 alle ore 12,
7-8-9 di aprile dalle ore 13 alle ore 16.

Gli studenti interessati possono iscriversi - entro il 24 febbraio - inviando una mail all’indirizzo ufficiodisabili@unimi.it, specificando la sessione mensile scelta.
31 gennaio 2014

Una proposta sui DSA: creiamo le basi creiamo le basi per il successo formativo



di Enza Colatutto | del 29/01/2014 |


Partendo dalla situazione della propria scuola l’autrice fa alcune riflessioni e proposte per accogliere al meglio i ragazzi con DSA che vogliono frequentare una scuola superiore – come il liceo – e che dovrebbero essere sostenuti in questa sua scelta, non ostacolati e “riorientati”.

Dalla rilevazione fatta nella mia scuola la situazione a oggi è piuttosto semplice: uno studente certificato per il percorso B, pochi ragazzi segnalati con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e alcuni con un’indicazione di disagio proveniente dalla scuola media, ma non confermata alle superiori.
- Esistono Centri Territoriali e istituti di riferimento Misti (CTM) = Centri Territoriali di Supporto (CTS) + Centri Territoriali per l’Integrazione dell’Handicap (CTH), sono numerose le possibilità per avere materiale specifico, oppure ottenere una possibile consulenza (per esempio Civitali).
- I DSA oggi stanno aumentando perché la legge – DM 12 luglio 2011 attuativo della legge 170/2011 – consente di certificare: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia o uno stato di comorbilità (disturbo associato) perché si presentano insieme.
- I disturbi specifici di apprendimento non si vedono ma ti accompagnano tutta la vita.

Alle superiori siamo deboli su molti punti; proporrei di fare una riflessione:

- È molto importante la diagnosi precoce, una buona osservazione sui punti di debolezza e su quelli di forza (per esempio chi è soggetto ai DSA apprende facilmente dall’esperienza, pensa per immagini, percepisce usando tutti i sensi, legge le situazioni in modo ampio, ecc.).
- Il DSA si manifesta in presenza di capacità cognitive adeguate e in assenza di patologie neurologiche. Il DSA è un disturbo in costante evoluzione e cronico.
- Cosa dobbiamo fare: oricevere la diagnosi dalla famiglia; oinformare il coordinatore di classe e il referente DSA; o il C.d.C. prepara il PDP (Piano Didattico Personalizzato) dopo essersi confrontato con gli specialisti, per definire strategie e strumenti che la scuola intende mettere in atto (strumenti compensativi, misure dispensative, forme di verifica e valutazione personalizzate), senza modificare i contenuti del programma che rimangono gli stessi; dobbiamo però saper modificare la didattica.
- Il PDP è un contratto condiviso tra i docenti, le istituzioni socio-sanitarie e la famiglia; deve essere firmato dalla famiglia, potrà essere verificato e modificato nel corso dell’anno.
- La legge 170/2011 è certo una vittoria per i dislessici, ma anche un’opportunità di crescita culturale per tutta la scuola, perché ci costringe a rivedere le nostre metodologie, a discutere di strategie d’apprendimento significativo e autentico centrate sul soggetto che impara. Un insegnante preparato, disposto a sperimentare, un buon osservatore è una risorsa per lo studente e per la sua famiglia; ma allo stesso tempo lo studente DSA è una risorsa per la classe perché ci costringe a questa revisione.
- Un ruolo molto importante è dato alle nuove tecnologie: sono gli strumenti compensativi, ad esempio non solo l’uso del computer per scrivere, ma anche per creare mappe concettuali; l’uso del computer non deve essere un marcatore di differenze, ma uno strumento di lavoro utile a livello di gruppo classe.
- Ciò che per noi è tecnologia per i ragazzi è ambiente.
- Il DSA è riconosciuto dalla scuola materna all’università.
- Il DSA è un disturbo di adattamento, è la scuola che deve adattarsi, in quanto la dislessia riguarda i processi impliciti d’apprendimento (innati), in questi casi non è utile la ripetizione, né l’esperienza, ci può essere la soluzione a ogni difficoltà purché ci sia flessibilità e ci può sempre essere un modo alternativo per accedere alle informazioni. Non è una malattia, non si guarisce, ma si compensa.
- In Commissione abbiamo discusso dei ragazzi stranieri (prima lingua non italiana) che necessitano di un supporto linguistico (ma non abbiamo avuto segnalazioni).
- Possiamo tentare di risolvere il caso sostenendo che le segnalazioni sono eccessive, esagerate e che coprono la mancata voglia di studiare, ma non risolveremo il problema in questo modo perché i dati parlano chiaro: il 4% della popolazione scolastica è dislessica, quindi 1 su 25, uno per classe, ma 18 su 25 quindi il 72% manifestano la necessità di diversi insegnamenti (uso di mappe logiche, uso del computer, LIM, strategie laboratoriali, lavori di gruppo e strategie didattiche compensative).

Questa è la realtà, può non piacere, ci possiamo trovare impreparati come docenti, specie nei percorsi liceali, ma uno studente DSA che vuole frequentare il liceo deve poterlo fare e deve essere sostenuto in questa sua scelta, non ostacolato e “riorientato”.

Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica



28 gen 14 - Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

Online la nuova versione del documento, nel quale sono state maggiormente precisate le informazioni relative alla valutazione degli studenti e facilitata la consultazione.

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/protlo1511_14/

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/categorie/dsa/

venerdì 7 febbraio 2014

DISLESSIA: NOVITA' DIDATTICHE QUADERNO PER DISLESSICI



Un quaderno di regole per imparare a leggere, scrivere e la grammatica, ma dov'è la novità vi starete chiedendo?
L'intenzione non è quella di aggiungere, ma piuttosto diversificare il modo stesso di fare grammatica.
Il bambino dislessico non è un malato o un disabile, è un individuo in cui, le funzioni neurobiologiche, si comportano in modo distinto e differente dagli altri individui.
Infatti un bambino dislessico è un bambino molto particolare, con difficoltà particolari: è intelligente, è in "gamba", ma la matita e i quaderni sono i suoi nemici; a voce è in grado di rispondere prontamente, però in caso di una verifica scritta potrebbe "consegnare in bianco".
La dislessia provoca un modo di lavoro nel bambino discontinuo e strano, l'importante è che, soprattutto gli insegnanti, trovino il modo adeguato per guidarlo.



Dislessia: una sfida per la società

Per aiutare un bambino dislessico un'esperta consiglia di creare un quaderno per dislessici, che può, però, essere utilizzato anche da individui senza il problema della dislessia.
Il quaderno, da tenere sempre a portata di mano, deve essere aggiornato poiché le regole aumentano di giorno in giorno; deve contenere le principali regole ortografiche associate a simpatiche immagini guida, per i più piccoli; poi tabelle di sintesi; i verbi; infine, le tabelle semplificate per l'analisi grammaticale: al tutto si devono aggiungere delle linguette colorate, utili a distinguere il contenuto.
Il bambino, può così, tenendolo a portata di mano, consultarlo senza andare a sfogliare, perdere tempo prezioso e rileggere i titoli ogni volta: in tale modo l'efficacia e i conseguenti successi, contribuiranno ad aumentare l'autostima e il sorriso che diverrà una costante sul volto del bambino dislessico.
Le difficoltà non svaniranno con l'ausilio del quaderno, ma si sentirà più compreso e non servirà più che, qualcuno, gli debba stare seduto accanto perché potrà essere più autonomo; il quaderno può essere preparato per tutti i bambini, anche i non dislessici, in quanto tutti possono trarne beneficio per migliorare, magari per riguardare qualche regola, in tempo reale, che non ricordano.
Le definizioni possono perdersi nella memoria di chiunque ed essere fini a se stesse, la modalità di accesso al sapere e le strategie per "digerirlo" devono essere l'obiettivo principale di ogni buon maestro.
Tornando al quaderno è importante sapere che mettere tutte le regole insieme di per sé non è un problema, perché si impara a selezionare i tempi.
I bambini parlano e usano naturalmente e inconsapevolmente tutte le "regole" della lingua senza conoscere le definizioni, incasellate dagli adulti; si tratta, quindi, semplicemente, ogni tanto di far sapere che c'è una definizione specifica per quel nome, per quel verbo o per quella proposizione, anche se non deve essere questo lo scopo principale della grammatica.
I bambini sono "spugne", non esseri privi di potenzialità intellettive, quindi è importante non limitare il linguaggio, rendendolo, anche più specifico, perché impareranno ad utilizzarlo prima e meglio.
Con l'aiuto del quaderno, dopo averne arricchito il lessico, tutti hanno la possibilità di andarsi a rivedere il significato, diventando "più ricchi di parole"; questa prassi, permette ai bambini dislessici di produrre testi pieni di parole nuove e più adeguate.
Il quaderno, anche se nato per il bambino dislessico, può essere usato da tutti, anche per non far sentire "inferiore", ma uguale agli altri bambini, quello più problematico: per tutti è utile, per il bambino dislessico è indispensabile.
Chi è più in difficoltà, inoltre, non si sente messo da parte: ognuno contribuisce al lavoro e ha il compito di fare in modo, una volta creato gruppi di coppie, che ogni bambino sia responsabile del suo compagno, imparando che è normale essere diversi; quindi è normale studiare in modo diverso e normale aiutare chi è più in difficoltà.
Visto che tutti lo fanno per tutti, anche i bambini dislessici non vivono la scuola come un disagio solo personale; anzi, raggiunti questi obiettivi, si è verificato che, proprio i bambini problematici, si offrissero per leggere o aiutare gli altri.
Le riflessioni conclusive, quindi portano a capire che è importante personalizzare ed utilizzare strategie diverse che diventano efficaci, solo, a livelli diversi.
Si può sempre imparare a modificare, modellare e adeguare anche il proprio modo di far didattica, sforzandosi di non vedere più il bambino con difficoltà più o meno specifiche come "uno" che non riesce, ma come "uno" che stimola in continuazione a migliorare per primi noi stessi, poi il nostro modo di proporci e di fare scuola.
Avere a che fare con bambini in difficoltà di apprendimento è una sfida, un'avventura continua senza una fine.
I bambini dislessici vanno osservati, ascoltati e bisogna accettarne i suggerimenti perché, spesso, le strategie migliori sono indicate da loro stessi: bisogna renderli protagonisti.
Ogni problema ha una soluzione, altrimenti non sarebbe un problema.

Dislessia: Da KO a OK! Il font ad alta leggibilità EasyReading


Sono dislessico e collaboratore editoriale. Binomio impossibile? Assolutamente no. Le case editrici si sono presto accorte che un collaboratore dislessico è un’opportunità. Perché quello che va bene per un dislessico va benissimo per tutti i lettori.

Avete mai pensato che allo specchio le lettere KO diventano esattamente il contrario?

OK

Mi viene in mente che Leonardo da Vinci (mancino e dislessico) era capace di scrivere al contrario, da destra verso sinistra e dall’ultima pagina verso quella iniziale (“Storie di normale dislessia” di Rossella Grenci e Daniele Zanoni).

La scrittura è una convenzione recente per il nostro cervello. Non è intuitiva neppure la “direzione”, da sinistra a destra o da destra a sinistra.

E il modo di leggere “dislessico” potrebbe essere giusto in un altro sistema di scrittura.

Secondo le stime più recenti la dislessia oggi interessa almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone. E la dislessia può apparire sotto molte e diverse forme, rendendo difficile la diagnosi quando il problema si manifesta.

Sono dislessico e collaboratore editoriale. Binomio impossibile? Assolutamente no. Le case editrici si sono presto accorte che un collaboratore dislessico è un’opportunità. Perché quello che va bene per un dislessico va benissimo per tutti i lettori.

E la mia esperienza di lettore per professione e per piacere si è sempre scontrata con la grafica della pagina scritta.

Per fortuna, rispetto al passato, tanto si sta muovendo nell’universo dei caratteri agevolanti per le difficoltà di lettura. Altre ricerche (come quella del Centro Risorse – Clinica Formazione e Intervento in Psicologia: Gradimento e prestazione nella lettura in Times New Roman e in EasyReading® di alunni dislessici e normolettori della classe quarta primaria) perseguono, con risultato affermativo, l’obiettivo di verificare se la preferenza per un carattere sia giustificata da un effettivo aumento in termini di velocità di lettura e correttezza, nei normolettori e nei dislessici.

Come semplice lettore con DSA, mi piacerebbe iniziare uno scambio di idee tra dislessici adulti sui font in uso: che poi sempre con questi dobbiamo comunque fare i conti, nella realtà, sia cartacea sia elettronica.

Ci sono soluzioni che sembrano miracolose: usiamo il tablet e sconfiggeremo i problemi…

Molto interessanti a questo riguardo le riflessioni e le conclusioni della professoressa Roberta Penge, raccolte da Tina Simonello su Repubblica (19/11). Il titolo dell’articolo così sintetizza: “Dislessia. Se un tablet velocizza la lettura”, ma in realtà il testo ci fa capire una volta di più che non basta l’idea astratta di tablet, perché la scrittura non è un elemento impercettibile, tutt’altro.

Le ricerche di questi ultimi anni hanno evidenziato alcuni dati comuni. Scrive la professoressa Penge: «Un supporto che permette di modificare l’aspetto del testo funziona molto bene per i dislessici con difficoltà più di tipo visuospaziale, ma rappresenta sicuramente un aiuto valido anche per i cosiddetti dislessici linguistici (la cui difficoltà ha a che vedere più con il linguaggio, con la decodificazione dei segni in suoni)».

Come Edo di Roberta Moriondo (Edo non sa leggere. E’ dislessico. Proprio come Einstein) che scambia Voce e Foce.

L’effetto affollamento è sempre in agguato per noi dislessici: quella foresta, peggio: quel muro senza appigli che può diventare la pagina scritta.

Lo studio di Marco Zorzi, docente di Psicologia e intelligenza artificiale all’università di Padova, in collaborazione con l’istituto Burlo Garofalo di Trieste e l’università di Aix en Provence-Marsiglia, pubblicato sulla rivista Pnas (vedi: Il Secolo XIX – 19-06-12), ha puntato l’obiettivo sull’affollamento percettivo: aumentando la spaziatura tra lettere di un testo si ottengono migliori performance di lettura. 
 
Anche altri elementi possono confondere chi ha difficoltà di lettura: «Il tipo di carattere per esempio», il disegno del carattere in sé.
In effetti per me (dislessico compensato) il Times New Roman ha un po’ troppe grazie ma l’Arial è troppo “rotondo”, indifferenziato, soprattutto in alcuni caratteri (dbpq oppure “u” e “n” rovesciato)..

L’OpenDyslexic del designer Abelardo Gonzales utilizza l’effetto zavorra per ancorare le lettere alla riga e impedire che girino, “capottino” etc. I non dislessici non lo amano, solitamente, e io stesso non mi sento sciolto nella lettura. Bene ha fatto Biancoenero® “a non accentuare la differenza di questa font con altre in uso nei testi per ragazzi, per non disorientare il lettore”.

Dal video Dislessia & Design un non dislessico può avere un’idea di cosa sia la dislessia. Il Design For All è quello del font ad alta leggibilità EasyReading: