A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

martedì 25 settembre 2012

Dislessia. Fin dall'asilo si capisce chi è a rischio

Il Corriere della Sera del 23-09-2012

Dislessia. Fin dall'asilo si capisce chi è a rischio

Riconoscere la dislessia il prima possibile potrebbe servire ad affrontarla nel modo migliore, riducendo le difficoltà che inevitabilmente i bimbi dislessici incontrano una volta arrivati alle elementari: ora uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Current Biology rivela che è forse possibile intercettare la dislessia quando i bimbi vanno ancora alla scuola materna. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Neuroscienze cognitive e dello sviluppo, presso il Dipartimento di Psicologia generale dell'Università di Padova, ha coinvolto un centinaio di piccoli della scuola dell'infanzia, non ancora in grado di leggere, che sono stati analizzati e seguiti poi fino alla seconda elementare. Tutti sono stati sottoposti a test per valutare l'attenzione visiva, cioè la capacità di filtrare le informazioni visive importanti distinguendole da quelle irrilevanti: ad esempio, veniva loro chiesto di individuare uno specifico simbolo in mezzo a vari elementi "distraenti". Inoltre, i piccoli sono stati valutati anche attraverso test sull'identificazione delle sillabe, la memoria verbale a breve termine e la capacità di dire rapidamente il nome dei colori; dopo l'ingresso nella scuola elementare, i test hanno compreso la valutazione delle abilità di lettura. Il risultato? I bambini che hanno dimostrato di avere deficit di attenzione visiva sono anche quelli che alle elementari hanno mostrato problemi di lettura: chi alle elementari faceva più fatica rispetto agli altri bimbi, nei test per l'attenzione visiva eseguiti alla materna aveva commesso il doppio degli errori. E la capacità di attenzione spaziale è risultata al di sotto della media nel 60% dei bambini con difficoltà di lettura. Per di più gli esperimenti hanno coinvolto bimbi italiani e francesi, per cui si può escludere che la "trasparenza" ortografica dell'italiano (nella nostra lingua c'è una perfetta corrispondenza fra la parola scritta e quella pronunciata, ma non è così in francese, come in altre lingue) abbia un'influenza consistente. «Sorprendentemente, la capacità di attenzione visiva è in grado di anticipare futuri disturbi nella lettura meglio delle abilità di linguaggio nella fase prescolare, che finora erano state giudicate altamente predittive sottolinea Andrea Facoetti, il coordinatore dello studio. Secondo alcune teorie, il "nocciolo" della dislessia starebbe in un deficit della capacità di elaborare i suoni e il parlato; i dati dei padovani sembrano indicare invece che il problema origini da un deficit nell'integrazione fra suoni e lettere "viste". Quando leggiamo, infatti, dobbiamo "distinguere" le lettere, rilevanti, tra ciò che non lo è, prima ancora di trasformarle nel suono della parola. Evidentemente, l'incapacità di avere un'attenzione visiva consistente impedisce questo processo e quindi pregiudica una buona possibilità di lettura. «Semplici test per la valutazione dell'attenzione visiva potrebbero aiutarci a diagnosticare la dislessia con largo anticipo osserva Facoetti . E diversi studi hanno mostrato che attraverso specifici programmi prescolari si possono migliorare le capacità di lettura successive; perciò i bimbi a rischio di dislessia potrebbero essere trattati per migliorare l'attenzione visiva prima ancora di imparare a leggere, così da ridurre l'impatto del disturbo. Peraltro è già stato dimostrato che la performance di lettura dei dislessici migliora dopo un training specifico per l'attenzione spaziale multisensoriale». Il bello è che il trattamento di riabilitazione potrebbe perfino rivelarsi divertente: diverse ricerche hanno infatti mostrato che le capacità di attenzione visiva migliorano con videogiochi d'azione.
di Alice Vigna

mercoledì 5 settembre 2012

SuperQuark 2011 - La dislessia


Un milione di italiani è dislessico. Cosa è la dislessia, come si riconosce e come si cura.


Dislessia e disturbi della comunicazione, una ricerca per riconoscerli nei neonati

Redattore Sociale del 03-09-2012

BOSISIO PARINI. L’Irccs Medea – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Milano) ha avviato una ricerca sui segnali precoci dei disturbi della comunicazione e del linguaggio, indagando e confrontando le componenti ambientali (informazioni relative alla gravidanza, al parto, ai primi mesi di vita), il rischio genetico e i dati comportamentali e neurofisiologici in bambini molto piccoli. Lo studio verrà condotto su 50 neonati di 6 mesi, differenziati per la presenza o assenza di rischio familiare per disturbi della comunicazione indagati. Il reclutamento avverrà tramite il bacino di pazienti in carico presso l’Unità di Psicopatologia dello Sviluppo dell’Irccs Medea di Bosisio Parini (figli e fratelli dei pazienti) e con la collaborazione, in via di perfezionamento, con il Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliera di Carate, Desio e Vimercate e dell’Ospedale Manzoni di Lecco.
Spiegano gli esperti dell’Istituto di ricerca in una nota che “gli studi più recenti mostrano che le abilità di elaborazione acustica e di orientamento dell’attenzione nello spazio, anche in bambini molto piccoli, sono indicative delle successive capacità di comunicazione, di linguaggio e di lettura. Un numero crescente di evidenze sperimentali ha dimostrato che i meccanismi di elaborazione acustica hanno un ruolo cruciale nello sviluppo di disturbi del linguaggio e dislessia evolutiva: i bambini con dislessia hanno infatti difficoltà nell’elaborazione di alcune caratteristiche dei suoni, come ampiezza, frequenza e durata”. Nel laboratorio statunitense (Rutgers University, New Jersey, USA), dove si sono formati i ricercatori del Medea che porteranno avanti il progetto in Italia, queste anomalie sono state individuate anche in neonati a rischio familiare per questi disturbi e sono risultate predittive delle abilità linguistiche in età prescolare e delle abilità di lettura in età scolare. Inoltre, proprio un’équipe di ricercatori del Medea ha appena dimostrato (Current Biology, aprile 2012) che i bambini con problemi di attenzione spaziale visiva, intesa come capacità di estrarre le informazioni rilevanti inibendo quelle irrilevanti, sono gli stessi che poi con grande probabilità svilupperanno la dislessia evolutiva. Altri studi hanno invece riscontrato anomalie nei meccanismi di orientamento spaziale nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico, i quali prestano attenzione alle cose in modo peculiare, sono particolarmente attratti dai dettagli e sono suscettibili alla distrazione da parte di altri stimoli.
Spiega ancora la nota del centro Medea che “per una migliore comprensione di questi complessi fenomeni evolutivi, il reclutamento inizierà già durante la gravidanza: ai genitori in attesa della nascita del proprio figlio che vorranno partecipare verranno somministrati dei questionari che indagano gli eventi e le circostanze che potrebbero, in base ai dati della letteratura, avere un impatto sullo sviluppo del nascituro.

giovedì 30 agosto 2012

Dislessia, diagnosi veloce

Accordo raggiunto in conferenza stato-regioni sulle indicazioni per diagnosi e certificazioni della dislessia. «Non inizierà un altro anno scolastico nell'incertezza per le famiglie e per la scuola degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento», sottolinea Giacomo Stella, docente di psicologia clinica all'università di Modena e Reggio Emilia e socio fondatore dell'associazione italiana dislessia (Aid). Quattro articoli, quelli dell'accordo stato-regioni, che stabiliscono in via definitiva e uniforme su tutto il territorio nazionale i criteri per stabilire la validità della diagnosi, per riconoscere le diagnosi non pubbliche e per semplificare il percorso della certificazione dei Dsa. Si stabilisce un modello di certificazione che potrà essere utilizzato da tutte le strutture pubbliche e accreditate.

lunedì 6 agosto 2012

D.S.A. - Linee giuda per il diritto allo studio

L’USR Piemonte ha pubblicato un interessantissimo documento sulle “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento”.
Le Linee guida presentano alcune indicazioni, elaborate sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati, nonché per utilizzare gli strumenti compensativi e per applicare le misure dispensative. Esse indicano il livello essenziale delle prestazioni richieste alle istituzioni scolastiche e agli atenei per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA.
Il documento presenta la descrizione dei Disturbi Specifici di Apprendimento, amplia alcuni concetti pedagogico-didattici ad essi connessi e illustra le modalità di valutazione per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA nelle istituzioni scolastiche e negli atenei.
Un capitolo è poi dedicato ai compiti e ai ruoli assunti dai diversi soggetti coinvolti nel processo di inclusione degli alunni e degli studenti con DSA: uffici scolastici regionali, istituzioni scolastiche (dirigenti, docenti, alunni e studenti), famiglie, atenei. L’ultimo, è dedicato alla formazione.
da politicaoggi.it

venerdì 3 agosto 2012

E' stato sancito in Conferenza Stato Regioni l'Accordo su "Indicazioni ...

MIUR - E' stato sancito in Conferenza Stato Regioni l'Accordo su "Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici di Apprendimento" con lo scopo principale di semplificare l'iter procedurale della certificazione di DSA, con particolare attenzione alla fase di ricezione della documentazione da parte delle scuole, nonché di rendere uniformi modalità e forme di attestazione della diagnosi su tutto il territorio nazionale.
E' stato predisposto per questa ragione un modello di certificazione che potrà essere utilizzato da tutte le strutture pubbliche e accreditate e potrà essere trasmesso, su richiesta della famiglia, per via telematica alla scuola, nel rispetto della normativa sulla privacy.
La trasmissione per via telematica consentirà di economizzare i costi e di tutelare maggiormente le norme sulla privacy rispetto alla procedura cartacea, essendo più protetto il percorso di invio e ricezione effettuato a cura di un responsabile del procedimento.
Il Miur ha per questo predisposto un sistema informatico di rilevazione delle certificazioni.
L'iter diagnostico inoltre non supererà i 6 mesi, a partire dalla richiesta della famiglia. Inoltre, è specificato che il percorso di diagnosi deve essere attivato "tempestivamente". Con ciò si è voluto tutelare il diritto delle famiglie ad avere una diagnosi in tempo utile per l'attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste dalla Legge 170/2010.
Vengono inoltre stabiliti i requisiti per l'accreditamento delle strutture abilitate al rilascio delle certificazioni.

venerdì 20 luglio 2012

Dislessia, un papà inventa il tablet per la scuola

Panorama del 19-07-2012
Marco è un papà che poco meno di un anno fa scopre di avere un figlio dislessico, ovvero affetto da un disturbo specifico dell'apprendimento (dsa). Non avendo dimestichezza con l'argomento, si mette a leggere, studiare, capire. E scopre che questo disturbo colpisce quattro bambini su cento nel mondo e che ancora se ne parla poco, soprattutto per la parte tecnologica e di software di supporto. Da qui, un'idea rivoluzionaria: realizzare un tablet, completo di hardware e software, a sostegno della dislessia disegnato per essere utilizzato fin dalla scuola primaria.
Questo padre racconta la sua bellissima storia a Panorama.it. “Dopo la scoperta della dislessia di mio figlio di nove anni, ho cercato di capire la situazione, con un approccio ingegneristico tipico del mio lavoro, e avere un quadro di quali strumenti potessero risultare utili ai bambini di tal genere – dice Marco Iannacone -. Il pc mi sembrava particolarmente complesso, così è nata l'idea del tablet che ha riscosso un tale entusiasmo da parte degli specialisti che lo seguivano da spingermi ad autofinanziarne lo sviluppo software, identificare un produttore hardware in modo da poter fornire una soluzione completa ad un prezzo ragionevole a tutte le famiglie che ne avessero avuto bisogno”.
Il tablet si chiama “Edi Touch" (“mi piaceva Edi, che è l'assistente di Archimede Pitagorico”, racconta Iannacone) ed è il primo tablet appositamente studiato per un uso scolastico. La sua interfaccia ed i principali programmi sono stati realizzati con il contributo di logopedisti e ricercatori universitari nell'ambito dei disturbi dell'apprendimento. “Un versatile ebook con sintesi vocale permette di leggere libri scolastici e di narrativa, la calcolatrice parlante rappresenta i calcoli nella modalità in colonna e la funzione del parental control offre all'insegnante e ai genitori la scelta di quali applicazioni siano accessibili al bambino”, aggiunge Iannacone -. Dopo una serie di beta test, partiremo con la prima disponibilità in alcune scuole primarie a settembre, in tempo per l'inizio della scuola”.
“Edi Touch” costa 350 euro, compreso di hardware e software. E tutto autofinanziato dall'ingegnere, che attende di concretizzare i tanti contatti avuti con ministeri, enti scientifici, associazioni di sostegno per ottenere un finanziamento al suo meritorio lavoro. Fino a quel momento, si va avanti con passione e con l'aiuto di tanti sviluppatori di hardware e applicazioni. Il tablet è acquistabile via internet sull'apposito sito creato da Iannacone, dove viene offerta la possibilità, a chi volesse, di partecipare ad un'attività di beta test al fine di perfezionare lo strumento prima della versione definitiva. Anche su web l'adesione è stata entusiasta con oltre 100 mila contatti da tutto il mondo in un paio di mesi, molti apprezzamenti su facebook, e twitter e centinaia di richieste di partecipazione alla beta. “Ricevo oltre 80 mail al giorno per informazioni sul tablet. A qualcuno che pensa che questo strumento possa sostituire il grande lavoro dei logopedisti e degli specialisti dico di desistere perchè il mio non è un prodotto “miracoloso” - dice il papà inventore -. Il mio obiettivo è di fornire uno strumento semplice che consenta ai bambini un accesso semplificato alle informazioni di cui hanno bisogno”.
La sperimentazione continua e un gruppetto di esperti (il mio “comitato scientifico” li definisce Iannacone) è al lavoro per migliorare le prestazioni del tablet. Intanto, il primo a godere dell'invenzione è suo figlio, che sta facendo un grande lavoro sulla parte riabilitativa, ma usa spesso il tablet. “Vorrebbe sempre usarlo perchè a quell'età è una grande scoperta, ma come tutti i dislessici non deve mai dimenticare l'aiuto offerto dagli insegnanti e dagli specialisti”, conclude il papà.
Tecnologia sì, ma sempre a sostegno del lavoro umano e delle tecniche tradizionali.
di Marino Petrelli

martedì 19 giugno 2012

Alunna dislessica promossa dal Tar, la scuola non ha attuato le strategie in modo tempestivo

red - Le scuole hanno l'obbligo di avviare una programmazione individualizzata ed in modo tempestivo in modo da consentire agli alunni con DSA, disturbi specifici di apprendimento, di raggiungere il successo scolastico. Una sentenza del Tar Lazio sancisce tale principio.
Il fatto è avvenuto presso un istituto gesuita della capitale, dove un'alunna non ammessa al secondo anno del liceo classico è stata "promossa d'ufficio" dal Tar. A quanto pare, la stesura di un piano didattico personalizzato per la ragazza, con disturbi spcifici di apprendimento, non è stato attuato se non a due mesi dalla fine dell'anno scolastico.
Troppo poco tempo, ha giudicato il Tar, per permettere alla ragazza di riceverne gli effetti positivi, quindi va ammessa all'anno successivo.

Circolare per i soci - Appuntamento per il 21.6.2012

Si comunica che il giorrno 21 giugno 2012 alle ore 16.30 presso il Centro Polifunzionale di S. Giorgio a Cremano ci sarà un incontro per la costituzione del nuovo Direttivo e l'elezione del nuovo Presidente.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti i genitori e gli amici che mi sono stati vicini in questo breve ma intenso percorso.
Con affetto
Il Presidente
Bruno D'Acunzo