Non è facile capire cosa può provare un ragazzo o una ragazza dislessico, ma di sicuro so cosa possiamo fare per sostenerli ogni attimo della loro vita. Il mio e il vostro impegno saranno una certezza per il loro futuro. Sul nostro blog pubblichiamo notizie, aggiornamenti, suggerimenti e interventi di genitori, clinici, personaggi della vita pubblica istituzionale e civile. Mandateci i vostri contributi, consolideranno e rafforzeranno i diritti dei nostri ragazzi
A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare
Visualizzazione post con etichetta convegni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta convegni. Mostra tutti i post
giovedì 12 giugno 2014
Dislessia - La storia di Luca e Giacomo
Etichette:
convegni,
D.S.A.,
Disegni e pittura creta,
Insegnanti,
Lingua inglese,
news,
Ragazzi,
Stella,
testi,
Università
martedì 20 maggio 2014
Ordinanza Ministeriale n.37 - Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014
Scarica il testo dell'ordinanza: http://banner.orizzontescuola.it/om37_14.pdf
"Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014"
Il 19 maggio 2014 è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale n.37 con Prot.n.316, avente come oggetto: "Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014."
Il documento offre indicazioni precise anche sulle modalità di svolgimento dell'Esame di Stato per gli alunni con certificazione di DSA o con BES (Art. 18.)
Ordinanza Ministeriale n.37 Prot. n. 316
"Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014"
Il 19 maggio 2014 è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale n.37 con Prot.n.316, avente come oggetto: "Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014."
Il documento offre indicazioni precise anche sulle modalità di svolgimento dell'Esame di Stato per gli alunni con certificazione di DSA o con BES (Art. 18.)
Etichette:
arte,
Associazione,
convegni,
D.S.A.,
D.S.A. Insegnanti,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
sanità,
Scuola,
Università
venerdì 7 febbraio 2014
DISLESSIA: NOVITA' DIDATTICHE QUADERNO PER DISLESSICI
Un quaderno di regole per imparare a leggere, scrivere e la grammatica, ma dov'è la novità vi starete chiedendo?
L'intenzione non è quella di aggiungere, ma piuttosto diversificare il modo stesso di fare grammatica.
Il bambino dislessico non è un malato o un disabile, è un individuo in cui, le funzioni neurobiologiche, si comportano in modo distinto e differente dagli altri individui.
Infatti un bambino dislessico è un bambino molto particolare, con difficoltà particolari: è intelligente, è in "gamba", ma la matita e i quaderni sono i suoi nemici; a voce è in grado di rispondere prontamente, però in caso di una verifica scritta potrebbe "consegnare in bianco".
La dislessia provoca un modo di lavoro nel bambino discontinuo e strano, l'importante è che, soprattutto gli insegnanti, trovino il modo adeguato per guidarlo.
Dislessia: una sfida per la società
Per aiutare un bambino dislessico un'esperta consiglia di creare un quaderno per dislessici, che può, però, essere utilizzato anche da individui senza il problema della dislessia.
Il quaderno, da tenere sempre a portata di mano, deve essere aggiornato poiché le regole aumentano di giorno in giorno; deve contenere le principali regole ortografiche associate a simpatiche immagini guida, per i più piccoli; poi tabelle di sintesi; i verbi; infine, le tabelle semplificate per l'analisi grammaticale: al tutto si devono aggiungere delle linguette colorate, utili a distinguere il contenuto.
Il bambino, può così, tenendolo a portata di mano, consultarlo senza andare a sfogliare, perdere tempo prezioso e rileggere i titoli ogni volta: in tale modo l'efficacia e i conseguenti successi, contribuiranno ad aumentare l'autostima e il sorriso che diverrà una costante sul volto del bambino dislessico.
Le difficoltà non svaniranno con l'ausilio del quaderno, ma si sentirà più compreso e non servirà più che, qualcuno, gli debba stare seduto accanto perché potrà essere più autonomo; il quaderno può essere preparato per tutti i bambini, anche i non dislessici, in quanto tutti possono trarne beneficio per migliorare, magari per riguardare qualche regola, in tempo reale, che non ricordano.
Le definizioni possono perdersi nella memoria di chiunque ed essere fini a se stesse, la modalità di accesso al sapere e le strategie per "digerirlo" devono essere l'obiettivo principale di ogni buon maestro.
Tornando al quaderno è importante sapere che mettere tutte le regole insieme di per sé non è un problema, perché si impara a selezionare i tempi.
I bambini parlano e usano naturalmente e inconsapevolmente tutte le "regole" della lingua senza conoscere le definizioni, incasellate dagli adulti; si tratta, quindi, semplicemente, ogni tanto di far sapere che c'è una definizione specifica per quel nome, per quel verbo o per quella proposizione, anche se non deve essere questo lo scopo principale della grammatica.
I bambini sono "spugne", non esseri privi di potenzialità intellettive, quindi è importante non limitare il linguaggio, rendendolo, anche più specifico, perché impareranno ad utilizzarlo prima e meglio.
Con l'aiuto del quaderno, dopo averne arricchito il lessico, tutti hanno la possibilità di andarsi a rivedere il significato, diventando "più ricchi di parole"; questa prassi, permette ai bambini dislessici di produrre testi pieni di parole nuove e più adeguate.
Il quaderno, anche se nato per il bambino dislessico, può essere usato da tutti, anche per non far sentire "inferiore", ma uguale agli altri bambini, quello più problematico: per tutti è utile, per il bambino dislessico è indispensabile.
Chi è più in difficoltà, inoltre, non si sente messo da parte: ognuno contribuisce al lavoro e ha il compito di fare in modo, una volta creato gruppi di coppie, che ogni bambino sia responsabile del suo compagno, imparando che è normale essere diversi; quindi è normale studiare in modo diverso e normale aiutare chi è più in difficoltà.
Visto che tutti lo fanno per tutti, anche i bambini dislessici non vivono la scuola come un disagio solo personale; anzi, raggiunti questi obiettivi, si è verificato che, proprio i bambini problematici, si offrissero per leggere o aiutare gli altri.
Le riflessioni conclusive, quindi portano a capire che è importante personalizzare ed utilizzare strategie diverse che diventano efficaci, solo, a livelli diversi.
Si può sempre imparare a modificare, modellare e adeguare anche il proprio modo di far didattica, sforzandosi di non vedere più il bambino con difficoltà più o meno specifiche come "uno" che non riesce, ma come "uno" che stimola in continuazione a migliorare per primi noi stessi, poi il nostro modo di proporci e di fare scuola.
Avere a che fare con bambini in difficoltà di apprendimento è una sfida, un'avventura continua senza una fine.
I bambini dislessici vanno osservati, ascoltati e bisogna accettarne i suggerimenti perché, spesso, le strategie migliori sono indicate da loro stessi: bisogna renderli protagonisti.
Ogni problema ha una soluzione, altrimenti non sarebbe un problema.
Etichette:
Associazione,
autismo,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Insegnanti,
Lingua Frencese,
Lingua inglese,
manifestazioni dsa,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
Scuola,
Stella,
testi,
Video
mercoledì 22 gennaio 2014
Dislessia: Da KO a OK! Il font ad alta leggibilità EasyReading
Pubblicato da Redazione il 17 gen 2014 alle ore 12:42
Di Massimo Rondi
Sono dislessico e collaboratore editoriale. Binomio impossibile? Assolutamente no. Le case editrici si sono presto accorte che un collaboratore dislessico è un’opportunità. Perché quello che va bene per un dislessico va benissimo per tutti i lettori.
Avete mai pensato che allo specchio le lettere KO diventano esattamente il contrario? OK Mi viene in mente che Leonardo da Vinci (mancino e dislessico) era capace di scrivere al contrario, da destra verso sinistra e dall’ultima pagina verso quella iniziale (“Storie di normale dislessia” di Rossella Grenci e Daniele Zanoni).
La scrittura è una convenzione recente per il nostro cervello. Non è intuitiva neppure la “direzione”, da sinistra a destra o da destra a sinistra.
E il modo di leggere “dislessico” potrebbe essere giusto in un altro sistema di scrittura.
Secondo le stime più recenti la dislessia oggi interessa almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone. E la dislessia può apparire sotto molte e diverse forme, rendendo difficile la diagnosi quando il problema si manifesta.
Sono dislessico
Di Massimo Rondi
Sono dislessico e collaboratore editoriale. Binomio impossibile? Assolutamente no. Le case editrici si sono presto accorte che un collaboratore dislessico è un’opportunità. Perché quello che va bene per un dislessico va benissimo per tutti i lettori.
Avete mai pensato che allo specchio le lettere KO diventano esattamente il contrario? OK Mi viene in mente che Leonardo da Vinci (mancino e dislessico) era capace di scrivere al contrario, da destra verso sinistra e dall’ultima pagina verso quella iniziale (“Storie di normale dislessia” di Rossella Grenci e Daniele Zanoni).
La scrittura è una convenzione recente per il nostro cervello. Non è intuitiva neppure la “direzione”, da sinistra a destra o da destra a sinistra.
E il modo di leggere “dislessico” potrebbe essere giusto in un altro sistema di scrittura.
Secondo le stime più recenti la dislessia oggi interessa almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone. E la dislessia può apparire sotto molte e diverse forme, rendendo difficile la diagnosi quando il problema si manifesta.
Sono dislessico
Etichette:
Associazione,
convegni,
Disegni e pittura creta,
Dislessia,
Insegnanti,
Lingua inglese,
sanità,
Scuola,
società,
Stella,
Video
domenica 19 gennaio 2014
DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza
DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza
di Signorasinasce
Quando hanno certificato che mia figlia era dislessica non ci potevo credere: aveva 8 anni. Non sapevo se piangere o ridere. Avevo dato una risposta ai mille dubbi che mi attanagliavano l’anima da troppo tempo, ma già allora avevo intuito che la sua strada scolastica sarebbe stata un bagno di sangue. Per lei e per me. Non mi sbagliavo. Sì lo so, esiste una legge a tutela: la 170/2010. Sono socia dell’A.I.D dove pago regolarmente i 40 euro di quota associativa annuale e praticamente so tutto del fenomeno. Sono meglio di un neuropsichiatra infantile, di una psicomotricista, di uno specialista del linguaggio. Conosco la normativa a memoria. Ho letto tutti i libri che parlano di strumenti compensativi, informatici e mappe concettuali. Ma che fa… se tutte queste meraviglie le sa una bancaria per caso, mentre a scuola ogni insegnante si applica poi come crede? Mia figlia studia tutto il giorno e ciò non può essere normale. Come farà a fare le superiori? La mattina è a scuola mentre il pomeriggio va a ripetizione di tutte le materie perché il DSA ha una caratteristica principale: il bisogno di essere costantemente assistito, soprattutto se oltre ad essere dislessico è discalculico e disortografico. In lei il ragionamento matematico è un giro di valzer, mentre la scrittura è paragonabile a quella di un bambino di quarta elementare. La legge parla di misure dispensative:pochi compiti, perché i bambini dislessici ci mettono il quintuplo del tempo a fare tutto; riduzione della somministrazione delle prove scritte a beneficio di quelle orali, perché i bambini dislessici hanno un’ottima memoria visiva, ma sulle righe dei quaderni si perdono come se fossero nella riserva indiana; compiti in classe con prove dimezzate con un programma per volta, perché i bambini dislessici soffrono spesso di deficit d’attenzione ed hanno la memoria corta;utilizzo di mappe concettuali nello studio e di formule matematiche e calcolatrice, perché i bambini discalculi non sapranno mai a memoria né le tabelline né le formule;l’apprendimento delle lingue dovrebbe favorire il parlato, non lo scritto, perché se un bambino scrive in italiano con un errore in ogni singola parola per un problema di trasformazione del suono in sillaba, è ovvio che non potrà mai apprendere l’inglese. I bimbi come mia figlia vanno valutati per i contenuti, non per i risultati. Se io, che non sono nessuno, l’ho capito, chi mi spiega perché ad ogni inizio d’anno scolastico devo alzare la voce brandendo le linee guida per il diritto allo studio se il messaggio è chiaro e semplice? Per non parlare del disagio che tali ragazzi vivono nella relazione con i compagni di classe, i quali tendono ad emarginarli sminuendoli di continuo. In tal caso non mi esprimo oltre perché potrei diventare esageratamente pesante con i genitori di tali progenie di vandali pieni del loro sapere.
Io e Sofy teniamo duro da anni e continueremo a farlo fintanto che lo stress non ci ridurrà a brandelli, ma è una guerra che non ha ragion d’esistere. <<Se i tuoi compagni di classe si sentono speciali, ricorda che sono solo bestie da terza elementare>>, le dico sempre per risollevarle l’umore e spronarla ad andare avanti. Ma questa… non è vita. Non lo è a tredici anni. Non lo è per me che ne ho quarantacinque. Non lo dovrebbe essere per nessun bambino, per nessuna mamma e nessun papà. A noi serve una zattera per la sopravvivenza nel mondo scolastico. Siamo nel 2013. Tutto questo non è normale.
Cari amici lettori, rispondo qui ai vostri commenti perchè farlo singolarmente mi costa dello sforzo emotivo ed oggi sono un pò provata. I bambini dislessici non sono ritardati, sono intelligenti, vivaci, molto estroversi e creativi. I più grandi artisti della storia lo erano. Lo so bene. Come ho scritto sopra: sono anni che mi documento e leggo libri, manuali, articoli. Questo post non vuole essere una denuncia, un attacco all’istituzione scolastica o una lamentela fine a se stessa. E’ la triste constatazione di fatto che, in Italia, l’applicazione di qualsiasi legge, diventa un pericoloso salto nel vuoto a causa della totale assenza di vigilanza sull’operato di chi dovrebbe renderle operative. I DSA non hanno scritto in fronte d’esserlo. Non si vede nulla della loro difficoltà ad apprendere. Il campo minato, nella loro vita, è solo la scuola. Fuori da quell’ambiente non sono come tutti gli altri: sono meglio, perchè eccellono in tutti gli aspetti umani, emotivi e creativi. Io sono una mamma come tante. Non mi aspetto la luna da nessuno, ma la domanda che mi toglie il sonno è sempre la stessa:<<Perchè per gli insegnanti è così complicato vedere oltre… una grafia illeggibile o la conta fatta con le dita?>>.
Share this:
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Insegnanti,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
Scuola,
Stella,
Università
giovedì 16 gennaio 2014
Tutti uniti, ma contro il lupo. I giochi che insegnano ai nostri figli a collaborare
di Michela Proietti
Tags: famiglie, figli
Non si vincono premi, nessuno è secondo, la vittoria appartiene alla squadra: al posto dei giochi competitivi, si stanno facendo strada i giochi cooperativi che insegnano a condividere gli obiettivi e a collaborare in vista di un successo comune. Da conquistare con generosità, abilità e strategie utili a tutti. In Woolfy, il nuovo gioco Djeco, il lupo è il nemico comune da battere: la favola dei tre porcellini è stata trasformata in un gioco di squadra in cui i giocatori devono costruire una casa di mattoni per mettere al sicuro i porcellini prima che il lupo li acchiappi. Lo stesso spirito anima «Little cooperation» (Djeco), dove sulla banchisa quattro pinguini cercano di tornare nel loro igloo mentre il ponte di ghiaccio è a rischio di crollo: i giocatori (da 3 a 6 anni) devono ingegnarsi per portarli a casa. Il corvo che minaccia la frutta appesa sugli alberi è il nemico contro il quale fare fronte comune nel «Frutteto» (Haba): i giocatori (3-6 anni) lanciano il dado e colgono il frutto indicato, ma se esce l’immagine del corvo, si perde il raccolto.
Il recupero dei giochi cooperativi appare come un ritorno a una dimensione «gentile» della vita: molti dei giochi tradizionali, come il girotondo, sono nati cooperativi, soprattutto quelli giocati dalle bambine. Secondo il pedagogo Ruth Dirx la competizione è subentrata nei giochi maschili per preparare i ragazzini ad un atteggiamento di attacco-difesa necessario in una cultura arrivista. Proprio sull’abbattimento delle barriere di genere (non solo maschio-femmina, ma anche culturali e sociali) si incentra Cuntala («raccontala», in siciliano, www.cuntala.com), il nuovo gioco creato da Barbara Imbergamo e sostenuto con un crowdfunding di 150 pesone che hanno contribuito a finanziare la stampa delle carte.
Da sempre attenta ai temi della multiculturalità, mamma di «una femmina e un maschio e direi così anche se la femmina non fosse la primogenita», Barbara Imbergamo ha deciso di creare un gioco che sovvertisse i luoghi comuni osservando i suoi figli. «Anche se cresciuti in una famiglia anticonformista, notavo molte categorie stereotipate nei loro discorsi». Le 44 carte del gioco, tradotte in più lingue e divise in quattro categorie (personaggi, oggetti, azioni e aggettivi), vengono distribuite tra i giocatori che partendo da una carta possono costruire la loro storia. I soggetti sono diversi da quelli dell’immaginario tipico dei bambini: non ci sono fate o ballerine, ma una sindachessa africana, una muratrice, un ostetrico o una famiglia arcobaleno. Sfogliando le carte successive si amplia il racconto: l’idea è di costruire una storia insieme, venendo a contatto indirettamente con situazioni inconsuete, ma senza premiare il racconto migliore.
Il piacere di giocare è forse l’elemento più importante che distingue i giochi cooperativi dai giochi competitivi e dalle gare. Lo conferma anche Sigrid Loos, formatrice e consulente della crescita, laureata in pedagogia a Dortmund e autrice del volume scritto con Rita Vittori «99 giochi è più cooperativi» (Notes), in cui nessuno vince, nessuno perde, nessuno viene escluso.
Da ipovedente ha vissuto personalmente il disagio di giocare in modo competitivo. «Per questo ho trasformato il gioco della sedia in modo che nessuno venga tagliato fuori: nel momento in cui uno perde la sua sedia, può appoggiarsi a quella di chi è ancora in gara, fino a creare un divertente mucchio finale». La sua esperienza è maturata durante un tirocinio in una chiesa valdese italiana, dove ha sviluppato i new games, i giochi «di fiducia» nati con il movimento pacifista anti Vietnam.
Osservatrice delle dinamiche ludiche, ha messo a fuoco il rischio della competizione: i bambini deboli che non riescono mai a vincere non vogliono più giocare, ma anche quelli che primeggiano entrano in un’ansia da prestazione che a volte sfocia nel rifiuto del gioco. «Il senso di tutto lo ha riassunto un bimbo di 8 anni che mi ha detto: “Nei giochi competitivi ci sfoghiamo, con quelli cooperativi ci divertiamo e facciamo la pace”». La collaborazione è l’anima anche dei «serious games», i nuovi videogiochi intelligenti.
Uno dei più apprezzati è «Come se» (Ticonblu), che simula la vita quotidiana così come viene percepita da chi è affetto da dislessia: in questo modo i bambini imparano a mettersi nei panni dei compagni dislessici e il game over rappresenta l’acquisizione di una conoscenza, non di un punteggio.
Tags: famiglie, figli
«Ho vinto!». Un nuovo giro nella giostra, lo sguardo ammirato dei compagni di gioco: non importa cosa si conquista, quello che conta è il primo posto. Ogni giornata dei nostri figli è scandita da una piccola vittoria conquistata sul campo di gioco: un assaggio di quella competizione che scandirà la vita da adulti. Adesso che l’infanzia appare come la parentesi più breve nella vita dell’uomo, con la fretta di diventare prima possibile adolescenti, il mondo dei giochi recupera quella dimensione serena di gruppo senza scopo di «lucro».
Non si vincono premi, nessuno è secondo, la vittoria appartiene alla squadra: al posto dei giochi competitivi, si stanno facendo strada i giochi cooperativi che insegnano a condividere gli obiettivi e a collaborare in vista di un successo comune. Da conquistare con generosità, abilità e strategie utili a tutti. In Woolfy, il nuovo gioco Djeco, il lupo è il nemico comune da battere: la favola dei tre porcellini è stata trasformata in un gioco di squadra in cui i giocatori devono costruire una casa di mattoni per mettere al sicuro i porcellini prima che il lupo li acchiappi. Lo stesso spirito anima «Little cooperation» (Djeco), dove sulla banchisa quattro pinguini cercano di tornare nel loro igloo mentre il ponte di ghiaccio è a rischio di crollo: i giocatori (da 3 a 6 anni) devono ingegnarsi per portarli a casa. Il corvo che minaccia la frutta appesa sugli alberi è il nemico contro il quale fare fronte comune nel «Frutteto» (Haba): i giocatori (3-6 anni) lanciano il dado e colgono il frutto indicato, ma se esce l’immagine del corvo, si perde il raccolto.
Il recupero dei giochi cooperativi appare come un ritorno a una dimensione «gentile» della vita: molti dei giochi tradizionali, come il girotondo, sono nati cooperativi, soprattutto quelli giocati dalle bambine. Secondo il pedagogo Ruth Dirx la competizione è subentrata nei giochi maschili per preparare i ragazzini ad un atteggiamento di attacco-difesa necessario in una cultura arrivista. Proprio sull’abbattimento delle barriere di genere (non solo maschio-femmina, ma anche culturali e sociali) si incentra Cuntala («raccontala», in siciliano, www.cuntala.com), il nuovo gioco creato da Barbara Imbergamo e sostenuto con un crowdfunding di 150 pesone che hanno contribuito a finanziare la stampa delle carte.
Da sempre attenta ai temi della multiculturalità, mamma di «una femmina e un maschio e direi così anche se la femmina non fosse la primogenita», Barbara Imbergamo ha deciso di creare un gioco che sovvertisse i luoghi comuni osservando i suoi figli. «Anche se cresciuti in una famiglia anticonformista, notavo molte categorie stereotipate nei loro discorsi». Le 44 carte del gioco, tradotte in più lingue e divise in quattro categorie (personaggi, oggetti, azioni e aggettivi), vengono distribuite tra i giocatori che partendo da una carta possono costruire la loro storia. I soggetti sono diversi da quelli dell’immaginario tipico dei bambini: non ci sono fate o ballerine, ma una sindachessa africana, una muratrice, un ostetrico o una famiglia arcobaleno. Sfogliando le carte successive si amplia il racconto: l’idea è di costruire una storia insieme, venendo a contatto indirettamente con situazioni inconsuete, ma senza premiare il racconto migliore.
Il piacere di giocare è forse l’elemento più importante che distingue i giochi cooperativi dai giochi competitivi e dalle gare. Lo conferma anche Sigrid Loos, formatrice e consulente della crescita, laureata in pedagogia a Dortmund e autrice del volume scritto con Rita Vittori «99 giochi è più cooperativi» (Notes), in cui nessuno vince, nessuno perde, nessuno viene escluso.
Da ipovedente ha vissuto personalmente il disagio di giocare in modo competitivo. «Per questo ho trasformato il gioco della sedia in modo che nessuno venga tagliato fuori: nel momento in cui uno perde la sua sedia, può appoggiarsi a quella di chi è ancora in gara, fino a creare un divertente mucchio finale». La sua esperienza è maturata durante un tirocinio in una chiesa valdese italiana, dove ha sviluppato i new games, i giochi «di fiducia» nati con il movimento pacifista anti Vietnam.
Osservatrice delle dinamiche ludiche, ha messo a fuoco il rischio della competizione: i bambini deboli che non riescono mai a vincere non vogliono più giocare, ma anche quelli che primeggiano entrano in un’ansia da prestazione che a volte sfocia nel rifiuto del gioco. «Il senso di tutto lo ha riassunto un bimbo di 8 anni che mi ha detto: “Nei giochi competitivi ci sfoghiamo, con quelli cooperativi ci divertiamo e facciamo la pace”». La collaborazione è l’anima anche dei «serious games», i nuovi videogiochi intelligenti.
Uno dei più apprezzati è «Come se» (Ticonblu), che simula la vita quotidiana così come viene percepita da chi è affetto da dislessia: in questo modo i bambini imparano a mettersi nei panni dei compagni dislessici e il game over rappresenta l’acquisizione di una conoscenza, non di un punteggio.
Etichette:
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Insegnanti,
Leggi,
Libri,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
sanità,
Scuola,
Stella,
testi,
Università,
Video
martedì 14 gennaio 2014
Che cosa s'intende con il termine "dislessia"?
Pubblicato da Silvia Marazita
E' uno dei disturbi più comuni dell'apprendimento, diagnosticato quando i bambini mostrano accentuate difficoltà di lettura e ortografia.
Il problema di coloro che sono affetti da dislessia è legato ad una difficoltà basilare di "decodificazione" di singoli suoni o fonemi che compongono le parole di una determinata lingua.
Solo nella Gran Bretagna e negli USA, il 5 - 10 % della popolazione è affetta da dislessia, mentre in Europa la percentuale sale addirittura fino al 45%.
Circa una persona su dieci soffre di dislessia, ma non bisogna confondere i problemi d'apprendimento tipici di quest'affezione, con una mancanza d'intelligenza. Molte personalità scientifiche, politiche o storiche erano dislessiche, basti pensare a Richard Branson, Steve Jobs, Walt Disney o Eddie Izzard.

Secondo una nuova teoria scientifica - pubblicata sulla rivista "Science" - la causa dietro i problemi d'apprendimento della dislessia sarebbe un'errata comunicazione cerebrale e non l'incapacità naturale di decodificare determinate parole o suoni.
La dislessia non è associata ad alcuna compromissione evidente della vista, dell'udito o dell'area intellettiva in generale. Tuttavia il problema è reale e richiede un intervento pronto e immediato.
Recentemente, alcuni ricercatori hanno suggerito che il problema dei soggetti dislessici potrebbe essere legato ad un'errata comunicazione tra l'area del cervello che acquisisce le varie rappresentazioni fonetiche del linguaggio e quella dedicata alla loro elaborazione.
Un'interruzione nella continuità di tale processo causerebbe - appunto - lo sviluppo del deficit d'apprendimento riscontrato nei soggetti dislessici.
Il problema di coloro che sono affetti da dislessia è legato ad una difficoltà basilare di "decodificazione" di singoli suoni o fonemi che compongono le parole di una determinata lingua.
Solo nella Gran Bretagna e negli USA, il 5 - 10 % della popolazione è affetta da dislessia, mentre in Europa la percentuale sale addirittura fino al 45%.
Circa una persona su dieci soffre di dislessia, ma non bisogna confondere i problemi d'apprendimento tipici di quest'affezione, con una mancanza d'intelligenza. Molte personalità scientifiche, politiche o storiche erano dislessiche, basti pensare a Richard Branson, Steve Jobs, Walt Disney o Eddie Izzard.

Secondo una nuova teoria scientifica - pubblicata sulla rivista "Science" - la causa dietro i problemi d'apprendimento della dislessia sarebbe un'errata comunicazione cerebrale e non l'incapacità naturale di decodificare determinate parole o suoni.
La dislessia non è associata ad alcuna compromissione evidente della vista, dell'udito o dell'area intellettiva in generale. Tuttavia il problema è reale e richiede un intervento pronto e immediato.
Recentemente, alcuni ricercatori hanno suggerito che il problema dei soggetti dislessici potrebbe essere legato ad un'errata comunicazione tra l'area del cervello che acquisisce le varie rappresentazioni fonetiche del linguaggio e quella dedicata alla loro elaborazione.
Un'interruzione nella continuità di tale processo causerebbe - appunto - lo sviluppo del deficit d'apprendimento riscontrato nei soggetti dislessici.
Etichette:
Associazione,
autismo,
convegni,
D.S.A.,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura,
Disegni e pittura creta,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
news,
Ragazzi,
sanità,
Scuola,
Stella,
Università
Dislessia sintomi: la “difficoltà con le parole”, ecco di che cosa si tratta
Dislessia deriva dalla lingua greca e significa “difficoltà con le parole”.
Essa è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), rappresentando una difficoltà nel modo in cui il cervello elabora le parole e le sequenze di numeri.
La sua principale manifestazione consiste nella complessità che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non posso essere ricondotte ad insufficienti capacità intellettive, a mancanza d’istruzione ( è possibile leggere un interessante articolo sulla disoccupazione in Italia nel 2013), a cause esterne o a deficit sensoriali.
La dislessia può presentarsi in diverse modalità da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni per quanto concerne la decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.
- Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio: il soggetto, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la “b” e la “d”…
- Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari: il soggetto, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”, la “c” con la “e”, la “f” con la “t”, la “e” con la “a”… questo accade soprattutto se si tratta di una scrittura in corsivo (cliccando sul link è possibile leggere un piacvole pezzo sulla modalità di scrittura dei tatuaggi, con particolare attenzione al corsivo) o in script.
- Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori: il soggetto, ad esempio, mostra difficoltà nel discriminare una “s” sorda da una “s” sonora, una F da una V, una T da una D, una P da una B, una C o una G.
- Difficoltà di decodifica sequenziale: il soggetto, manifesta con frequenza i seguenti errori: omissione di grafemi e di sillabe, salti di parole e salti da un rigo all’ altro, inversioni di sillabe, aggiunte e ripetizioni.
- Prevalenza della componente intuitiva: il soggetto che presenta difficoltà di lettura tende ad intuire la parola scritta e ciò rappresenta una fonte di errori, definiti di anticipazione.
Essa è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), rappresentando una difficoltà nel modo in cui il cervello elabora le parole e le sequenze di numeri.
La sua principale manifestazione consiste nella complessità che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non posso essere ricondotte ad insufficienti capacità intellettive, a mancanza d’istruzione ( è possibile leggere un interessante articolo sulla disoccupazione in Italia nel 2013), a cause esterne o a deficit sensoriali.
La dislessia può presentarsi in diverse modalità da soggetto a soggetto. Di seguito vengono presentate le caratteristiche più comuni per quanto concerne la decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste possono non essere tutte presenti contemporaneamente.
- Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio: il soggetto, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la “b” e la “d”…
- Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari: il soggetto, ad esempio, può confondere la “m” con la “n”, la “c” con la “e”, la “f” con la “t”, la “e” con la “a”… questo accade soprattutto se si tratta di una scrittura in corsivo (cliccando sul link è possibile leggere un piacvole pezzo sulla modalità di scrittura dei tatuaggi, con particolare attenzione al corsivo) o in script.
- Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori: il soggetto, ad esempio, mostra difficoltà nel discriminare una “s” sorda da una “s” sonora, una F da una V, una T da una D, una P da una B, una C o una G.
- Difficoltà di decodifica sequenziale: il soggetto, manifesta con frequenza i seguenti errori: omissione di grafemi e di sillabe, salti di parole e salti da un rigo all’ altro, inversioni di sillabe, aggiunte e ripetizioni.
- Prevalenza della componente intuitiva: il soggetto che presenta difficoltà di lettura tende ad intuire la parola scritta e ciò rappresenta una fonte di errori, definiti di anticipazione.
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A.,
D.S.A. Insegnanti,
Dislessia,
Insegnanti,
Leggi,
Libri,
Lingua Frencese,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
news,
Prove invalsi,
Scuola,
Università
giovedì 17 ottobre 2013
Dislessia, pochi fondi e niente corsi: ma noi prof ce la mettiamo tutta
Dopo aver ascoltato la voce degli esperti e lo sfogo dei genitori, torniamo sultema della dislessia. Stavolta però, a parlare è Cristina, un’insegnante della provincia di Firenze da dieci anni è impegnata sul tema dei disturbi dell’apprendimento. Racconta come sia difficile parlare con i genitori che, presi dalla paura, all’inizio negano il problema. E di come sia necessaria una triangolazione stretta tra famiglia-scuola-ente locale. Ma ora, con i tagli dei fondi, i corsi di aggiormento che l’hanno aiutata così tanto non si organizzaranno più.
*****
Sono un’insegnante di scuola primaria in provincia di Firenze, e da dieci (dieci!) anni sono la referente per i Disturbi specifici di apprendimento.Nella mia regione da anni facciamo dei test ai bambini di prima e seconda per individuare precocemente i disturbi specifici, e alla fine della seconda, se i problemi persistono,vengono indirizzati alla Asl.
L’ufficio scolastico regionale ha proposto,negli anni passati, corsi di preparazione ed aggiornamento, che insieme a tante mie colleghe, ho seguito, e siamo state supportate da psicologi e neuropsichiatri e periodicamente ci formavano.
Le insegnanti non possono fare diagnosi, ma sicuramente l’esperienza fa riconoscere un problema.
Negli anni abbiamo individuato bambini con presunta Dsa ( Disturbi specifici di apprendimento) e indirizzati alla Asl, non senza difficoltà di accettazione da parte dei genitori. Ma anche per i genitori, nel mio comune è stato predisposto uno sportello di ascolto,e tanti sono quelli che vengono da noi scaricando la colpa sulle insegnanti incompetenti.
Alla fine, però, capiscono che il problema non può essere risolto solo a scuola, ma con una collaborazione scuola-famiglia-ente locale.
Purtroppo, per mancanza di fondi, quest’anno l’ufficio scolastico regionale non riproporrà i corsi di formazione e prevedo un futuro buio, ma vi assicuro che in Toscana è stato fatto molto.
Parlando con alcune mie colleghe di altre regioni, ho capito che mai hanno fatto test in classe, quindi ho capito che il siistema dipende dalla regione.
Adesso, però c’è una legge la 170, che obbliga gli insegnanti a seguire un Piano di studio personalizzato per i bambini con diagnosi di Dsa.E’ quindi arrivato il momento di colmare questo divario e gli enti locali che sono rimasti indietro devono muoversi nelle scuole per informare e formare gli insegnanti.
E devono farlo il più presto possibile per evitare che si ripeta il caso denunciato dal papà proprio su questo blog. Una diagnosi di dislessia a tredici anni è un caso limite, e sicuramente gli insegnanti della primaria e delle medie non erano preparati a riconoscere i Dsa. Oppure erano impossibilitati a fare diversamente senza una diagnosi specifica: una diagnosi che, comunque, deve essere richiesta dal genitore, non dalla maestra o dal professore.
mercoledì 9 ottobre 2013
Un saluto, dopo un percorso che ha lasciato una traccia
Cari amici e amiche,
con questo post vi informo che questo blog ufficialmente sarà solo un spazio mio personale dove, tempo permettendo, continuerò a pubblicare informazioni e aggiornamenti. Presto troverete sul web un'altro sito che rappresenterà ufficialmente l'Associazione D.S.A.- Dislessia, un limite da superare.
Con passione, insieme ad altre persone, ho fondato questa Associazione che in breve tempo aveva riscosso notevole interesse sia sul web che sul territorio. A guidarla adesso è una cara amica Titty Gaeta, gode di tutta la mia stima ed è una persona buona e motivata, Per chi volesse ancora contattarmi resta sempre la mia pagina su facebook e il mio Blog che cambierà solo (leggermente) il nome.
Con affetto Bruno D'Acunzo
mercoledì 2 ottobre 2013
Incontrare i genitori
ASSOCIAZIONE
“D.S.A.- Dislessia, un limite da superare”
Sede legale via Santa Maria della Libera, 24 - Napoli
Cari Soci,
Vi comunichiamo che venerdì 11 ottobre alle ore 17:00 a Napoli, presso la sala della Chiesa Santa Maria della Libera sita in via Belvedere, 113(Vomero), si terrà un incontro dell’Associazione "D.S.A. – Dislessia, un limite da superare”
Sarà questa l’occasione per fare chiarezza e confrontarsi su come affrontare nel miglior modo possibile la scuola, affinchè si creino i presupposti per una collaborazione sinergica scuola/famiglia.
Gli argomenti che tratteremo saranno:
Ø Piano Didattico Personalizzato ( strumenti compensativi e misure dispensative) con particolare attenzione per chi dovrà sostenere l’esame di Stato.
Ø Richiesta di colloquio con Consiglio di Classe.
Ø Diritto all’utilizzo del registratore in classe per gli studenti DSA.
Ø Richiesta delle copie delle verifiche svolte in classe per il monitoraggio dei risultati conseguiti: quando farlo e perché.
Ø Indennità di frequenza.
Ø L’importanza della partecipazione dei Soci alle attività dell’associazione.
Ø Spazio dedicato alle Vostre domande.
In riferimento allo spazio dedicato alle domande, Vi consigliamo di riflettere su quelle frasi che i docenti asseriscono abitualmente e alle quali non sempre sappiamo prontamente replicare (es. “non si direbbe che è dislessico, è un ragazzo intelligente”- “quando vuole ce la fa, altrimenti perché a volte va benissimo e altre no” – “suo figlio se ne approfitta”- “non è giusto nei confronti dei compagni fargli usare……”)
Cercheremo insieme delle risposte!
Aspettiamo Voi, ma anche altri genitori o docenti o persone che possano essere interessate alla tematica dei D.S.A..
Sarebbe gradita una comunicazione di partecipazione, ma se deciderete anche all’ultimo momento, sarete i benvenuti.
Un caro saluto
Titti Gaeta
Presidente Associazione “D.S.A.-Dislessia, un limite da superare"
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura,
Disegni e pittura creta,
Dislessia,
Insegnanti,
Leggi,
manifestazioni dsa,
Mappe concettuali,
news,
Ragazzi
domenica 22 settembre 2013
Didattica. Risorse online per la dislessia. indagine Mat Media
A Bologna si parla di CLICL. Tra i nuovi links: il laboratorio nazionale per la didattica della storia ed un sito realizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Siena
Parliamo di CLIL, un convegno a Bolzano pre promuovere questa metodologia
red - Si è tenuto oggi a Bolzano il convegno "Parliamo di CLIL", al quale hanno preso parte oltre 350 docenti delle scuole in lingua tedesca e italiana, del Trentino e non solo. "Questa grande partecipazione - sottolinea l'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini - dimostra il grande interesse verso il tema del plurilinguismo".
Alcune risorse online per la dislessia
red - Di seguito sono raccolte alcune informazioni e risorse utili per aiutare gli studenti dislessici presenti nelle classi e viene resa disponibile una sitografia adattata da La dislessia nella classe di inglese, del Dr. Michele Daloiso, pubblicata nel 2012 da Oxford University Press.
Circolare della Direzione Generale degli Ordinamenti Scolastici volta a diffondere i risultati dell'indagine MatMedia
red - Con la circolare prot.n. 4489 del 2 settembre, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del MIUR sottolinea la rilevanza dell’indagine nazionale sulla prova scritta di matematica realizzata con il contributo della Mathesis attraverso il sito www.matmedia.it e invita gli UU.SS.RR. a favorirne la più ampia diffusione.
Nuovi links
Landis
Il Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia è un'associazione culturale che opera negli ambiti tematici e metodologici della formazione e della ricerca storico sociale, con particolare riferimento all'insegnamento e alla didattica della storia. Sul sito si possono reperire diversi materiali e spunti di riflessioni utili per le attività didattiche.
Parliamo di CLIL, un convegno a Bolzano pre promuovere questa metodologia
red - Si è tenuto oggi a Bolzano il convegno "Parliamo di CLIL", al quale hanno preso parte oltre 350 docenti delle scuole in lingua tedesca e italiana, del Trentino e non solo. "Questa grande partecipazione - sottolinea l'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini - dimostra il grande interesse verso il tema del plurilinguismo".
Alcune risorse online per la dislessia
red - Di seguito sono raccolte alcune informazioni e risorse utili per aiutare gli studenti dislessici presenti nelle classi e viene resa disponibile una sitografia adattata da La dislessia nella classe di inglese, del Dr. Michele Daloiso, pubblicata nel 2012 da Oxford University Press.
Circolare della Direzione Generale degli Ordinamenti Scolastici volta a diffondere i risultati dell'indagine MatMedia
red - Con la circolare prot.n. 4489 del 2 settembre, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del MIUR sottolinea la rilevanza dell’indagine nazionale sulla prova scritta di matematica realizzata con il contributo della Mathesis attraverso il sito www.matmedia.it e invita gli UU.SS.RR. a favorirne la più ampia diffusione.
Nuovi links
Landis
Il Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia è un'associazione culturale che opera negli ambiti tematici e metodologici della formazione e della ricerca storico sociale, con particolare riferimento all'insegnamento e alla didattica della storia. Sul sito si possono reperire diversi materiali e spunti di riflessioni utili per le attività didattiche.
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Dislessia,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
Scuola
giovedì 27 giugno 2013
Bellaria. In un libro l’impegno della città sul fronte dei disturbi specifici di apprendimento.
BELLARIA. E’ stato distribuito in questi giorni nelle scuole dell’infanzia statali, comunali e parrocchiali di Bellaria Igea Marina, il volume B.E.A. (Benessere Apprendimento Scuola): la pubblicazione raccoglie il lavoro condotto negli ultimi anni da un gruppo di insegnanti di Bellaria Igea Marina, in collaborazione con esperti del settore, sul tema dei disturbi specifici di apprendimento (D.s.a.).
Nell’autunno sono anche in programma incontri con i genitori e tutta cittadinanza, per illustrare quella che è una vera e propria eccellenza, non solo locale ma nazionale, del settore scolastico di Bellaria Igea Marina, articolata sia in un lavoro di prevenzione presso la scuola dell’infanzia e con i bambini di prima elementare, sia in un sostegno concreto negli anni scolastici successivi, verso quei bambini che palesano difficoltà nell’apprendimento.
“L’Amministrazione ha creduto fortemente in questo progetto, come testimonia l’impegno economico di oltre 11.000 euro in due anni: un’esclusiva del nostro Comune nel territorio provinciale e regionale – spiega con soddisfazione l’Assessore alla Scuola Filippo Giorgetti – Crediamo che una società sia quanto più sviluppata ed evoluta, quanto più sappia essere attenta e propositiva nei confronti delle fasce più deboli, soprattutto nel campo della formazione e della crescita. Il progetto che Bellaria Igea Marina porta avanti in tema di D.s.a. traduce la volontà di offrire pari opportunità a tutti gli alunni, e per questo coinvolge ogni plesso e ordine di scuole sul nostro territorio, dalle Scuole dell’infanzia, comunali, paritarie e statali, alle Scuole Medie di Primo Grado.”
Un approccio, quello scelto dal Comune di Bellaria Igea Marina nei confronti delle difficoltà di apprendimento, ispirato a precisi orientamenti sociali e culturali.
“L’Amministrazione crede nella cosiddetta comunità educante, in cui tutte le componenti di una società collaborano al fine di crescere e dare opportunità alle nuove generazioni, investendo così sul proprio futuro a partire dal mondo della scuola e della famiglia quali ambienti privilegiati ma non esclusivi, integrati e non alternativi per lo sviluppo e la formazione dei più piccoli. Un approccio equo e consapevole, per far star bene a scuola i nostri bambini, cercare di combattere l’abbandono scolastico, prevenire forme di disagio giovanile e per sostenere le famiglie, perché in caso di difficoltà di apprendimento è tutto il sistema famiglia ad essere coinvolto e ad avere bisogno di supporto: anche per questo”, conclude Giorgetti, “un sentito ringraziamento va ai docenti ed agli specialisti che portano avanti il progetto”.
Nell’autunno sono anche in programma incontri con i genitori e tutta cittadinanza, per illustrare quella che è una vera e propria eccellenza, non solo locale ma nazionale, del settore scolastico di Bellaria Igea Marina, articolata sia in un lavoro di prevenzione presso la scuola dell’infanzia e con i bambini di prima elementare, sia in un sostegno concreto negli anni scolastici successivi, verso quei bambini che palesano difficoltà nell’apprendimento.
“L’Amministrazione ha creduto fortemente in questo progetto, come testimonia l’impegno economico di oltre 11.000 euro in due anni: un’esclusiva del nostro Comune nel territorio provinciale e regionale – spiega con soddisfazione l’Assessore alla Scuola Filippo Giorgetti – Crediamo che una società sia quanto più sviluppata ed evoluta, quanto più sappia essere attenta e propositiva nei confronti delle fasce più deboli, soprattutto nel campo della formazione e della crescita. Il progetto che Bellaria Igea Marina porta avanti in tema di D.s.a. traduce la volontà di offrire pari opportunità a tutti gli alunni, e per questo coinvolge ogni plesso e ordine di scuole sul nostro territorio, dalle Scuole dell’infanzia, comunali, paritarie e statali, alle Scuole Medie di Primo Grado.”
Un approccio, quello scelto dal Comune di Bellaria Igea Marina nei confronti delle difficoltà di apprendimento, ispirato a precisi orientamenti sociali e culturali.
“L’Amministrazione crede nella cosiddetta comunità educante, in cui tutte le componenti di una società collaborano al fine di crescere e dare opportunità alle nuove generazioni, investendo così sul proprio futuro a partire dal mondo della scuola e della famiglia quali ambienti privilegiati ma non esclusivi, integrati e non alternativi per lo sviluppo e la formazione dei più piccoli. Un approccio equo e consapevole, per far star bene a scuola i nostri bambini, cercare di combattere l’abbandono scolastico, prevenire forme di disagio giovanile e per sostenere le famiglie, perché in caso di difficoltà di apprendimento è tutto il sistema famiglia ad essere coinvolto e ad avere bisogno di supporto: anche per questo”, conclude Giorgetti, “un sentito ringraziamento va ai docenti ed agli specialisti che portano avanti il progetto”.
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A.,
Dislessia,
Insegnanti,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Prove invalsi,
Ragazzi,
Scuola,
Stella,
Università
lunedì 17 giugno 2013
Come funziona l’esame di terza media
Emanuele Contu, che insegna Lettere alle scuole medie dal 2003 ed è responsabile scuola del PD milanese, spiega sul sito dei Mille come funziona e quali sono i pro e i contro dell’esame di terza media, che tra poco dovranno affrontare circa 600 mila studenti in tutta Italia. In particolare Contu sostiene che la valutazione finale dell’esame abbia un peso eccessivo, si chiede se la prova Invalsi – uguale in tutte le scuole d’Italia – sia opportuna, e ricorda che un tempo l’esame aveva senso anche perché coincideva con il termine dell’obbligo scolastico, che ora – se l’alunno è in regola – termina dopo il secondo anno di superiori.
Tra pochi giorni, i tredici-quattordicenni italiani affronteranno il loro esame di terza media. I numeri di quello che più propriamente si chiama Esame di Stato del Primo ciclo sono imponenti: quasi ottomila scuole coinvolte, per un totale di circa 600mila candidati ripartiti in più di 27mila classi e affidati al giudizio di svariate migliaia di insegnanti. Nonostante la mole dell’operazione, però, l’esame di terza media è un po’ il fratello povero della maturità: se ne parla poco, anche se gli spunti di riflessione non mancherebbero per quello che oggi è per molti versi un oggetto strano, un ibrido a metà strada tra rito di passaggio e momento di verifica e certificazione.
Negli ultimi anni le modalità di svolgimento e di valutazione dell’esame sono mutate, complicandosi notevolmente. L’esame è articolato infatti in sei prove, più di quelle della stessa maturità: prima dell’orale conclusivo, gli alunni devono affrontare quattro scritti su quesiti stabiliti dai loro insegnanti (italiano, matematica e tecnologia, inglese, seconda lingua comunitaria), più una prova nazionale predisposta dall’Invalsi. È invece rimasta invariata la composizione della commissione d’esame: questa è costituita dagli insegnanti di tutte le terze della scuola, suddivisi in tante sottocommissioni quante sono le classi da esaminare; solo il presidente di commissione – di norma un dirigente scolastico – è nominato dall’esterno. Ciò significa, in sostanza, che ogni candidato è esaminato e valutato dagli stessi insegnanti che lo hanno ammesso all’esame e lo hanno preparato nel corso del triennio.
Questa, a grandi linee, l’organizzazione dell’esame. Una prova lunga e abbastanza complessa, cosa di per sé non negativa. Diverse sono però le perplessità che accompagnano questa architettura, soprattutto perché rendono difficile comprendere quali finalità si vogliano affidare all’esame stesso.
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Insegnanti,
Lingua inglese,
manifestazioni dsa,
Mappe concettuali,
news,
Prove invalsi,
Scuola,
Stella
mercoledì 5 giugno 2013
Incontro con il Dott. Savelli e il Dott. Novelli a Riccione: si parla di dislessia
Quì troverete 4 video dove Savelli e Novelli parlano di DSA e dei risvolti psicologici che ne derivano
https://www.facebook.com/photo.php?v=10151727448060649
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Dislessia,
Libri,
Lingua Frencese,
manifestazioni dsa,
Mappe concettuali,
Prove invalsi,
Ragazzi,
sanità,
Scuola,
Stella,
testi,
Università,
Video
giovedì 23 maggio 2013
Giovedì 23 maggio una conferenza sulla dislessia a "Spazio 139"
A San Bartolomeo al Mare
San Bartolomeo al Mare - "Vogliono essere informati e saperne di più - spiega Maria Giacinta Neglia - non solo perchè qualche ragazzo ne soffre, ma perchè vogliono sapere come affrontare questa patologia e capire come le istituzioni, in primis la scuola, rispondono"
"Dislessia, come riconoscerla, come affrontarla" è il tema di una conferenza promossa da Spazio 139 e dall'Assessorato ai servizi sociali del Comune di San Bartolomeo al Mare, che si svolgerà giovedì 23 maggio alle ore 18. La conferenza, alla quale parteciperanno Daisy Augeri, Educatore Professionale con un Master nei disturbi specifici dell'apprendimento, Maria Giacinta Neglia, Assessore ai servizi sociali del Comune di San Bartolomeo al Mare, Francesca Frasconi, Neuropsichiatra infantile dell'ASL 1, Gabriella Spanò, Docente di Lettere, e che verrà realizzata grazie al supporto tecnico di Lucia Bortolomasi, affronterà un argomento sensibile, venendo incontro alle richieste dei genitori dei ragazzi che frequentano Spazio 139.
"Vogliono essere informati e saperne di più - spiega Maria Giacinta Neglia - non solo perchè qualche ragazzo ne soffre, ma perchè vogliono sapere come affrontare questa patologia e capire come le istituzioni, in primis la scuola, rispondono a questa problematica. Anche in questa occasione, Spazio 139 ha dimostrato di essere non solo un luogo di socializzazione giovanile, ma anche e sempre più uno strumento di aiuto e sostegno alle famiglie. Per questo motivo, voglio ringraziare Claudia Regina, Daisy Augeri e Gianluca Robbione".
di Mario Guglielmi
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A. Insegnanti,
Disegni e pittura creta,
Leggi,
Lingua Frencese,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
Ragazzi,
Scuola,
Stella,
Università
mercoledì 15 maggio 2013
Assemblea dei soci - convocazione
Associazione D.S.A. - Dislessia, un limite da superare
CONVOCAZIONE
Gentile Socio,
il giorno 21 maggio 2013 alle ore 6:00 in prima convocazione, presso la sede dell'Associazione “D.S.A. - Dislessia, un limite da superare” sita in via Santa Maria della Libera, 24 Napoli ed in seconda convocazione il giorno 22 maggio 2013 alle ore 15,30 presso Villa Bruno via Cavalli di Bronzo, 20 San Giorgio a Cremano (NA) è convocata l'Assemblea ordinaria/straordinaria dei Soci dell'Associazione “D.S.A. - Dislessia, un limite da superare” per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno :
1) approvazione modifiche Statuto;
2) approvazione stesura Regolamento Interno;
3) approvazione Bilancio Consuntivo anno 2012;
4) approvazione Bilancio Preventivo anno 2013;
5) programmazione attività dell’Associazione;
6) varie ed eventuali.
Si inviano in allegato alla presente e-mail:
_ Statuto modificato;
_ Regolamento Interno;
_ Bilancio Consuntivo anno 2012;
_ Bilancio Preventivo anno 2013;
Per eventuali comunicazioni scrivere ai seguenti indirizzi email:
presidentedsa@gmail.com
direttivodsa@gmail.com
Napoli, lì 10/05/2013
CONVOCAZIONE
Gentile Socio,
il giorno 21 maggio 2013 alle ore 6:00 in prima convocazione, presso la sede dell'Associazione “D.S.A. - Dislessia, un limite da superare” sita in via Santa Maria della Libera, 24 Napoli ed in seconda convocazione il giorno 22 maggio 2013 alle ore 15,30 presso Villa Bruno via Cavalli di Bronzo, 20 San Giorgio a Cremano (NA) è convocata l'Assemblea ordinaria/straordinaria dei Soci dell'Associazione “D.S.A. - Dislessia, un limite da superare” per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno :
1) approvazione modifiche Statuto;
2) approvazione stesura Regolamento Interno;
3) approvazione Bilancio Consuntivo anno 2012;
4) approvazione Bilancio Preventivo anno 2013;
5) programmazione attività dell’Associazione;
6) varie ed eventuali.
Si inviano in allegato alla presente e-mail:
_ Statuto modificato;
_ Regolamento Interno;
_ Bilancio Consuntivo anno 2012;
_ Bilancio Preventivo anno 2013;
Per eventuali comunicazioni scrivere ai seguenti indirizzi email:
presidentedsa@gmail.com
direttivodsa@gmail.com
Napoli, lì 10/05/2013
Etichette:
Associazione,
convegni,
D.S.A.,
Disegni e pittura,
Insegnanti,
Libri,
Lingua inglese,
Ragazzi,
Scuola,
Università
giovedì 11 aprile 2013
DISLESSIA SCUOLA MEDIA SALVEMINI- San sebastiano al vesuvio COSA PE
DISLESSIA SCUOLA MEDIA SALVEMINI- San sebastiano al vesuvio COSA PE
https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=CRsHXH7RXAU
giovedì 28 febbraio 2013
giovedì 13 dicembre 2012
Giornata dell'Associazionismo
Etichette:
arte,
Associazione,
convegni,
Disegni e pittura creta,
Dislessia,
Lingua Frencese,
Lingua inglese,
Mappe concettuali,
news,
Prove invalsi,
Scuola,
società,
Stella,
testi
Iscriviti a:
Post (Atom)


