A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

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mercoledì 21 maggio 2014

Il bambino con Disturbo specifico di apprendimento a Scuola, la diagnosi e la certificazione: i fattori che favoriscono la Logica dell’integrazione



Pubblicato da Marco Gubernale il 30 aprile 2014 in BAMBINI, PSICHE No comments

La letteratura scientifica ci porta a conoscenza del fatto per cui una parte della popolazione scolastica può presentare una compromissione importante dei processi di apprendimento. Questa percentuale può assumere valori differenti in funzione dei punti di vista e delle fonti dei diversi Autori che descrivono il fenomeno dal punto di vista epidemiologico, ma si colloca sostanzialmente entro un intervallo che va dal 2 al 5% degli alunni, ai quali è possibile diagnosticare un Disturbo specifico di apprendimento, o DSA.

Com’è noto, il DSA consiste in un’anomalia evolutiva nelle capacità di apprendere la lettura, la scrittura e il calcolo, come pure le abilità di comprensione del testo o di soluzione dei problemi matematici da parte di bambini il cui funzionamento neurologico e cognitivo è per il resto integro: dunque, il termine “evolutiva” lascia intendere che la problematica compare nel corso dello sviluppo, e che non è stata acquisita per effetto di altri fattori o cause che potrebbero spiegarla, come ad esempio un deficit della vista o dell’udito.

Il DSA si può sospettare a partire dalle prime attività scolari, qualora un bambino manifesti un andamento degli apprendimenti difficoltoso rispetto a quello del resto della classe, con impacci e rallentamenti eccessivi, o con necessità di eccessivo supporto da parte dell’insegnante. Nel corso di questa fase preliminare, specialmente se durante i primi anni della Scuola primaria, l’atteggiamento clinico maggiormente condiviso è quello di effettuare un primo intervento di potenziamento delle abilità, come descritto nell’articolo precedente, per verificare se le difficoltà rilevate siano già sensibili ad un miglioramento.
Infatti, nell’approccio al DSA è necessaria una certa cautela diagnostica per non malinterpretare con il termine di Disturbo una situazione nella quale si sarebbe reso necessario semplicemente rinforzare o concedere più tempo ai processi fisiologici dell’apprendimento per ripristinare i livelli attesi.

E’ anche per questo motivo che – salvo casi eccezionali – la diagnosi di dislessia può venire formulata dopo la seconda metà della II primaria, e quella di discalculia dopo la seconda metà della classe III primaria: proprio perché, tra le altre considerazioni al riguardo, merita particolare attenzione la necessità di definire lo stato degli apprendimenti in un’epoca nel quale il sistema cognitivo deve averne già maturato e consolidato i processi.

Ecco che, qualora dopo un primo training di potenziamento e successivamente alla II-III primaria si mantenga una lettura lenta, stentata ed esitante, oppure un numero eccessivo di errori nello scritto o una cattiva grafia, come anche l’incapacità nella scrittura e nell’elaborazione del numero o nello svolgimento dei calcoli o altro ancora, si rende necessaria una valutazione specialistica per formulare o meno la diagnosi.

Dopo il prezioso contributo scientifico delle Conferenze scientifiche di consenso, l’introduzione della legge 170 del 2010 ha rappresentato una svolta formale cruciale per rimodellare lo scenario diagnostico dei DSA, assieme ad altre indicazioni che riguardano sia i Clinici sia la Scuola.

L’applicazione della legge a livello regionale ha successivamente disposto che la diagnosi possa venire formulata dal Neuropsichiatra infantile oppure dallo Psicologo, preferibilmente all’interno di un’équìpe multidisciplinare, con l’emissione di un’apposita certificazione che attesta la tipologia del disturbo, ne descrive le caratteristiche e il profilo funzionale e contiene le indicazioni specifiche per favorire l’apprendimento e l’applicazione della didattica ad alunni e insegnanti.

Vale a dire che la certificazione DSA dà diritto al bambino con dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia di usufruire delle cosiddette misure compensative e dispensative, ovvero una serie di interventi, ritocchi, modifiche e semplificazioni dell’insegnamento tali per cui vengono salvaguardati e garantiti i contenuti delle materie evitando tuttavia le ricadute sfavorevoli sull’apprendimento determinate dal disturbo. Così, tanto per fare un esempio, potrebbe essere che venga evitato di far leggere a voce alta in classe un bambino dislessico, oppure che venga concesso più tempo per l’effettuazione delle verifiche scritte a quello disortografico, o che sia lasciato utilizzare il carattere stampato maiuscolo all’alunno disgrafico o che, infine, il bambino discalculico possa utilizzare tabelle, formulari o la calcolatrice.

Queste misure sono successivamente descritte nel cosiddetto Piano didattico personalizzato, una sorta di “progetto” ideato dalla Scuola e condiviso con i genitori, fondato sulle evidenze ottenute in sede di diagnosi e ad esse adattato, rispettando l’intento degli Insegnanti, utilizzando gli strumenti e la tecnologia a disposizione, valorizzando l’individualità e le risorse dell’alunno.
L’enfasi del legislatore, che si inserisce nel solco aperto dalla comunità clinica, è rivolta proprio alla possibilità di apprendere tutto quanto previsto dal curricolo scolastico aggirando le abilità deficitarie – dispensando o compensando, appunto – affinchè la Scuola e lo studio siano un’esperienza gradita e serena, dalla quale ottenere gratificazione e successo.

Nel caso dei bambini con DSA, integrazione è sinonimo di apprendimento: vale a dire che la questione fondamentale non è tanto il come una certa informazione sia acquisita e ritenuta, ma piuttosto la possibilità che essa possa venire utilizzata, padroneggiata e spesa per arricchire il patrimonio cognitivo di un bambino a prescindere dalla fonte.

Per semplificare, potrebbe essere che nessuno di noi si ricordi quando e come ha appreso che i mammiferi possiedono certe caratteristiche: potrebbe averlo letto, imparato a lezione, ascoltato da un documentario e altro ancora… Ciò che importa però è che possiamo essere messi in grado di utilizzare in modo proficuo questa tipologia di informazioni durante l’interazione con gli altri, per uno scambio di crescita e cultura con l’ambiente.

Con il progredire della tecnologia digitale probabilmente muteranno anche gli scenari di apprendimento classico, e le possibilità di dispensa-compenso diverranno sempre più efficaci, articolate e sicure e consentiranno davvero di creare un ambiente maggiormente neutro e privo di esiti – e di visibilità – sui ragazzini che presentano queste problematiche.

Daniel Pennac, da alunno somaro a scrittore: "Così ho vinto la disortografia"

Interviste e personaggi

A scuola gli davano dell'asino, poi da grande è diventato prima insegnante e poi scrittore. L'autore francese, in Italia per un convegno sui disturbi dell'apprendimento all'Università di Modena, ci racconta la sua esperienza. E ai giovani con disturbi dell'apprendimento dice: "Non abbiate paura"

MODENA - Si scrive Dsa, si legge Disturbi specifici dell'apprendimento. Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia quelli più diffusi. In Italia a soffrirne sono oltre 90 mila alunni, almeno quelli certificati nell'anno scolastico 2011/12, pari a poco più dell'1% della popolazione scolastica.

C'è chi non riesce a leggere velocemente o in modo corretto, chi ha problemi con i calcoli, chi non riesce a riprodurre segni alfabetici e numerici. Ma c'è anche chi non si è fatto fermare dalle difficoltà.

È il caso dello scrittore francese Daniel Pennac. Classe 1944, diventato famoso con la serie di romanzi sulla famiglia Malaussène, Pennac (all'anagrafe Pennacchioni) è affetto da disortografia ovvero il disturbo della scrittura che non rispetta le regole di trasformazione del linguaggio parlato in scrittura. Oltre ai romanzi (usciti in Italia per Fel

Per fare chiarezza sull’inclusione scolastica in Campania



Servirà soprattutto a illustrare i recenti provvedimenti adottati dalla Regione Campania, in àmbito di inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento, l’incontro in programma per il 19 maggio a Napoli, che coinvolgerà tutti gli attori impegnati sia nel comparto scolastico che in quello sanitario


È organizzato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Campania e dal Comitato Consultivo Regionale per il Pieno Inserimento nella Vita Sociale dei Portatori di Handicap – organismo, quest’ultimo, di cui fa parte anche Federhand/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – il convegno denominato La Differenza al… centro. La Comunità e le Istituzioni… intorno. L’applicazione della Delibera Regionale n. 546 del 13/12/2013, in programma per lunedì 19 maggio a Napoli (Aula Conferenze Isola C3, Centro Direzionale, ore 9.30).

Con tale incontro – rivolto in particolare a dirigenti scolastici, insegnanti di sostegno e curricolari, rappresentanti degli alunni, famiglie di alunni con disabilità e operatori sanitari – ci si propone innanzitutto, come dichiarato sin dal titolo, di illustrare la corretta applicazione della recente Delibera di Giunta Regionale 546/13, centrata sulle Linee di indirizzo per la semplificazione del processo di individuazione e valutazione dell’alunno con disabilità ai fini della presa in carico per l’integrazione scolastica. Nuovo percorso operativo - e anche della Delibera 43/14, riguardante i disturbi specifici di apprendimento (DSA) – per verificare le difficoltà da superare, a livello del Comparto Sanitario e Scolastico, raggiungendo così lo scopo oggetto di tali provvedimenti.
«In attesa che tutti gli ostacoli vengano superati – dichiarano i promotori del convegno – sarà per altro interessante, per tutti gli attori impegnati in questo compito così nobile, ascoltare esempi di buone pratiche, realizzate grazie alla collaborazione che si può creare tra équipe sanitaria, dirigenti scolastici, insegnanti curricolari, insegnanti di sostegno, alunni e famiglie. Lo scambio di esperienze, infatti, può essere foriero di altri modelli utili a tutta la Comunità Scolastica, che offre la sua preziosa opera di collaborazione a favore degli alunni con disabilità».

Moderato da Giovanna Rossiello, giornalista della RAI, l’incontro prevede l’intervento di alcuni componenti del Comitato Consultivo, per introdurre l’argomento di giornata, mentre, dal canto loro, i rappresentanti della Sanità, dei dirigenti scolastici, degli insegnanti curricolari, di quelli di sostegno, degli alunni e dei genitori presenteranno le loro esperienze positive. Chiuderà i lavori l’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione Caterina Miraglia. (S.B.)


Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.

martedì 20 maggio 2014

Ordinanza Ministeriale n.37 - Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014

Scarica il testo dell'ordinanza: http://banner.orizzontescuola.it/om37_14.pdf
Ordinanza Ministeriale n.37 Prot. n. 316

"Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014"


Il 19 maggio 2014 è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale n.37 con Prot.n.316, avente come oggetto: "Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2013/2014."

Il documento offre indicazioni precise anche sulle modalità di svolgimento dell'Esame di Stato per gli alunni con certificazione di DSA o con BES (Art. 18.)

martedì 13 maggio 2014

Un’opportunità a 'costo zero' per gli alunni affetti da DSA e BES

Abbiamo ricevuto un'email del nostro lettore Elvio Petrecca, che illustra le potenzialità dei blog didattici per gli alunni affetti da DSA e BES. Volentieri la pubblichiamo.  
Invitiamo altri lettori interessati a intervenire sull’argomento, o a offrire nuovi spunti di dibattito, a scriverci come di consueto a botta_e_risposta@tuttoscuola.com.
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Un’opportunità a “costo zero” per gli alunni affetti da  DSA e BES
Il sistema scolastico ha bisogno di una  sconvolgente metamorfosi  per continuare ad essere la sede  esclusiva e privilegiata “dell’apprendimento”. I possibili sviluppi futuri dei sistemi formativi, esigono una riorganizzazione metodologica strutturale, orientata ad accelerare i processi d’inserimento delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione  (TIC).
Aggiornamento, ricerca e risorse finanziarie, sono gli elementi irrinunciabili per individuare, metodi e strategie valide, che conducono alla  realizzazione di “ linee guida” dettagliate, che  mettono nelle condizioni le istituzioni scolastiche e gli  educatori, di utilizzare agevolmente con “facilità” tali metodologie e stabilire un più accattivante, produttivo, efficace  “dialogo educativo” con i discenti, tutti i discenti, nessuno escluso, per  garantire loro, “la piena realizzazione della personalità.
Tra i tanti metodi offerti dalle tecnologie didattiche, riteniamo che i blog didattici, con la  loro insita flessibilità operativa, siano gli strumenti più versatili con cui è possibile proporre degli interventi commisurati ai bisogni e alle esigenze, agli interessi, alle motivazioni degli allievi.
Se ciò vale per gli allievi  normodotati, diventa, estremamente utile  per gli allievi con DA (Diversamente Abili), BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici d’Apprendimento). E’ possibile concepire questo spazio web, realizzabile “gratuitamente” (Blogger World Press etc.) con facilità, attraverso una procedura guidata passo dopo passo, come uno strumento che facilita l’apprendimento, attenuando o/e compensando le carenze e le difficoltà.
Attraverso un blog didattico è possibile realizzare una programmazione personalizzata nel pubblicare specifico materiale testuale, grafico o multimediale adeguato all’entità del disturbo, che permette all’allievo in modo “alternativo”, di raggiungere gli obiettivi programmati. Un blog come ambiente d’apprendimento con contenuti formali ed informali che traccia una specie di portfolio elettronico del vissuto educativo, didattico e umano degli allievi, che dà continuità all’azione educativa e agevola il lavoro dei Consigli di Classe e degli insegnanti che spesso si alternano nel seguirli, nei vari ordini di scuola, Uno spazio web che può offrire, i seguenti vantaggi:  
  • è utilizzabile durante tutto l’anno scolastico, diventa di fondamentale utilità,  nei lunghi periodi di interruzione delle attività didattiche e nei casi in cui, gli alunni, si trovano nelle condizioni di non poter frequentare assiduamente la scuola poiché ospedalizzati o sottoposti a particolari terapie;
  • crea un canale comunicativo reciproco tra tutte  le figure familiari, istituzionali e professionali che seguono l’alunno;
  • stabilisce dei rapporti di collaborazione tra diverse scuole e insegnanti che vivono le stesse problematiche per la condivisione, il confronto e lo scambio di materiali e  di “buone pratiche” d’insegnamento”.
Associato ad un blog è possibile utilizzare in parallelo, un programma che permette di comunicare in videoconferenza con l’alunno (Messanger, Skype). Un blog personalizzato in cui pubblicare  informazioni utili alle persone che si interessano all’alunno e specifico materiale  per lo studio. Il VoIP per rielaborare i contenuti programmatici pubblicati sul blog, ma anche per studiarne altri. In tal modo con un blog ed un VoIP si andranno a privilegiare, per l’acquisizione dei contenuti, i canali comunicativi più favorevoli, ad esempio, per gli allievi con DSA.
Prof. Elvio Petrecca

tuttoscuola.com

Audiolibri e manuali semplificati. Quando la tecnologia aiuta gli alunni in difficoltà

Il contenuto di un libro rielaborato in maniera semplificata e sintetica, pensando in particolare agli studenti stranieri che non conoscono bene l’italiano (sotto, un esempio). Contenuti per potenziare l’attenzione e la memoria dedicati agli alunni con disabilità intellettive. File per costruire mappe concettuali, destinate agli allievi con difficoltà di apprendimento.
Sono alcuni degli strumenti per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES) messi a punto dalla casa editrice Zanichelli (qui, il catalogo).

Già la legge 170/2010 riconosceva la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA) e prevedeva misure educative e didattiche di supporto. Un’ulteriore direttiva del ministero dell’Istruzione del 27 Dicembre 2012 allarga le categorie di allievi cui destinare le strategie e gli strumenti di aiuto: «Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare bisogni educativi speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta» si legge nel documento. In cui, appunto, si spiega che «l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse».
Proprio per questi studenti, come ha sottolineato Franco Bomprezzi in un post sul blog Invisibili, i nuovi strumenti digitali possono rappresentare una risorsa in più.
Ecco alcuni esempi, tra i prodotti della casa editrice Zanichelli. Partendo dagli strumenti più semplici, segnaliamo gli  audiolibri letti da attori  (non sintetizzati tramite un sistema digitale automatico), utili inannzitutto per gli alunni con problemi divista ma anche per quelli con difficoltà nella lettura o per gli stranieri che abbiano bisogno di ascoltare la pronuncia esatta della lingua italiana.
Per gli allievi ipovendenti o per gli studenti dislessici o con altri disturbi specifici di apprendimento, inoltre, l’editore mette a disposizione, su richiesta, anche il file del libro di testo che può essere riebolarato con gli appositi software compensativi (vale a dire i programmi informatici che supportano le fragilità o le difficoltà di apprendimento causate dal disturbo). Un ulteriore possibilità è il sintetizzatore vocale, con parole evidenziate una a una (modalità karaoke), pensato sempre per studenti ipovedenti, non vedenti e con DSA, per aiutarli a orientarsi nel testo (questo strumento è disponibile, per ora, solo online, nella piattaforma interactive eBook).

mercoledì 12 marzo 2014

Prove 2014: INVALSI e MIUR - Nuova Circolare


Prove 2014: INVALSI e MIUR si ricordano degli allievi con bisogni educativi speciali
Ma la nota relativa è sprofondata nel sito e di difficile reperibilità.
07/03/2014
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La si può trovare nel sito dell’INVALSI, cliccando “Area prove”, poi “Rilevazioni nazionali”, poi “Materiale informativo” e finalmente eccola, la Nota congiunta MIUR – INVALSI sullo “svolgimento delle prove INVALSI 2014 per gli allievi con bisogni educativi speciali”.
La nota non si riferisce alla prova nazionale d’esame, ma solo alle prove INVALSI, e quindi, per le classi II e V primaria e per la classe II della secondaria di secondo grado.
Importante la sottolineatura che le prove non sono finalizzate alla valutazione degli alunni.
Interessante che si inviti a cercare la più larga inclusione possibile di tutti gli allievi nello svolgimento delle prove stesse.  Si ricorderanno le polemiche  e le critiche suscitate negli anni precedenti dall’indicazione più o meno esplicita di escludere tout court gli alunni con handicap dalle prove.
Non deve sfuggire che, anche in questa nota, l’inclusione viene rinviata alla categoria del possibile in ragione del fatto che occorre assicurare il rispetto del protocollo di somministrazione delle prove.
Rimane il fatto che  le classi in cui gli alunni con BES sono inseriti, lavorano ordinariamente includendoli. La loro presenza contribuisce alla fisionomia del gruppo classe, alle sue dinamiche, ai suoi risultati. Escluderli dalla rilevazione, non tener conto dei loro risultati appare comunque come una forzatura.
La nota contiene una tabella che definisce le modalità di partecipazione alle prove a seconda delle diverse tipologie di BES, che indica se debba essere la scuola o meno a decidere che vengano svolte, se debbano essere incluse o meno nei dati di classe e di scuola, se e quando si debbano utilizzare o meno strumenti compensativi o altre misure.
In alcuni casi la scuola potrà personalizzare le prove, ma in questo caso i risultati non saranno elaborati dall’INVALSI.
Il Dirigente Scolastico potrà chiedere che per gli allievi con BES della classe seconda della secondaria di secondo grado le prove si svolgano con una scansione temporale in due giorni invece che in un solo giorno.
Per le scuole che ne facciano richiesta all’atto della registrazione, l’INVALSI mette a disposizione le prove in formato audio (.mp3) per l’ascolto individuale in cuffia delle prove.
nota miur invalsi svolgimento prove invalsi 2014 bes

mercoledì 19 febbraio 2014

Servizi di ascolto psicologico - DSA


SERVIZIO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAPCO)



Che cos’è?

E’ attivo presso le sedi Adsu il Servizio di Ascolto Psicologico rivolto a tutti gli studenti UdA e si occupa di individuarne i bisogni e gli eventuali ostacoli di natura psicologica rilevati durante il percorso universitario, fornendo loro un adeguato supporto/chiarificazione nelle situazioni di crisi/disagio (difficoltà nella metodologia di studio, nelle relazioni interpersonali, problemi di integrazione sociale, etc.).

Il SAPCO interviene in modalità esclusivamente riservata e gratuita, permettendo così di individuare le risorse di ogni singolo studente e favorendo il raggiungimento degli obiettivi accademici per facilitare il processo di autonomia ed accrescere la qualità di vita.

Cosa offre?

- Sportello di ascolto;

- Consulenza di orientamento individuale e/o di gruppo;

- Coordinamento tra attività tutoriali;

- Gruppi di studio;

- Collaborazione interattiva con i servizi di Orientamento, Disabilità, DSA e Placement.



SERVIZIO DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (DSA)



Che cos’è?

E’ attivo presso le sedi Adsu il Servizio per studenti DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, dove operatori specializzati offrono consulenze e interventi gratuiti volti a favorire l'inserimento dello studente, migliorandone la qualità di vita.

Il Servizio DSA, nell’ottica sia della riservatezza individuale sia di una reale inclusione, propone differenti attività finalizzate all’individuazione e al superamento delle problematiche di natura didattica, psicologica e sociale, per il raggiungimento degli obiettivi accademici a tutela delle pari opportunità di studio.

Cosa offre?

- Prima accoglienza richieste studente;

- Consulenza specifica per l’elaborazione di strategie di risposta;

- Laboratori metacognitivi (gruppi studio, student training individuali e di gruppo);

- Attività di raccordo tra il personale docente e lo studente sulle tematiche atte a favorire l’inclusione;

- Collaborazione interattiva con i servizi di Orientamento, Counseling, Disabilità e Placement;

- Incontri concordati presso Scuole Secondarie di II Grado per insegnanti e alunni dell’ultimo biennio.



CONTATTI

Servizio di Ascolto psicologico (SAPCO)
Referente :
Dott.ssa Karola Sorgi
Per richiedere un appuntamento scrivere a: sapco@adsuch.it

Servizio Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Referenti :
Dott.ssa Giulia Paoloni
Dott.ssa Irene Sborlini
Per richiedere un appuntamento scrivere a: dsa@adsuch.it


DOVE SIAMO

Sede di Chieti: Viale Unità d’Italia 32/A, Chieti. Tel. 0871.561740 (interno 228)
Sede Pescara: Viale Guglielmo Marconi 189, Pescara Tel. 085.4549592




http://www.unich.it/unichieti/appmanager/unich/didattica?_nfpb=true&_pageLabel=P35200115201390997664243

Seminari sul metodo di studio per studenti con DSA


Seminari sul metodo di studio per studenti con DSA


Il Servizio Disabili e DSA organizza dei seminari sul metodo di studio rivolti esclusivamente agli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento già registrati presso il Servizio.

I seminari saranno tenuti dalle docenti Miriam Bait, Raffaella Folgieri e dalla dott.ssa Marialessia Musumeci; saranno strutturati in tre moduli per ciascuna sessione mensile e riguarderanno le tecniche di memorizzazione, la realizzazione di mappe concettuali e le metodologie di apprendimento della lingua inglese.

I seminari si terranno nella sala riunioni del Servizio Disabili e DSA in via Festa del Perdono, 3 (piano terra) nei seguenti giorni:
3-4-5 di marzo dalle ore 9 alle ore 12,
7-8-9 di aprile dalle ore 13 alle ore 16.

Gli studenti interessati possono iscriversi - entro il 24 febbraio - inviando una mail all’indirizzo ufficiodisabili@unimi.it, specificando la sessione mensile scelta.
31 gennaio 2014


Il Servizio Disabili e DSA organizza dei seminari sul metodo di studio rivolti esclusivamente agli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento già registrati presso il Servizio.

I seminari saranno tenuti dalle docenti Miriam Bait, Raffaella Folgieri e dalla dott.ssa Marialessia Musumeci; saranno strutturati in tre moduli per ciascuna sessione mensile e riguarderanno le tecniche di memorizzazione, la realizzazione di mappe concettuali e le metodologie di apprendimento della lingua inglese.

I seminari si terranno nella sala riunioni del Servizio Disabili e DSA in via Festa del Perdono, 3 (piano terra) nei seguenti giorni:
3-4-5 di marzo dalle ore 9 alle ore 12,
7-8-9 di aprile dalle ore 13 alle ore 16.

Gli studenti interessati possono iscriversi - entro il 24 febbraio - inviando una mail all’indirizzo ufficiodisabili@unimi.it, specificando la sessione mensile scelta.
31 gennaio 2014