A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

A.A.A. - D.S.A. - Dislessia, un limite da superare

mercoledì 8 ottobre 2014

In occasione della Giornata mondiale della Salute Mentale

Siamo tutti matti? Danni, abusi e violenza in nome dell’aiuto, con la complicità di un business multimiliardario

Milano, 06/10/2014 (informazione.it - comunicati stampa - varie) Nella società moderna gli abusi perpetrati in nome dell’aiuto alla sofferenza emotiva sono molto frequenti ma, essendo celati dietro un’aura di scientificità che ne offusca la brutalità, passano perlopiù inosservati; e non ci si rende nemmeno più conto di quanto pervasivamente la psichiatria si sia impossessata delle nostre vite.

Sin dalla più tenera età veniamo etichettati e diagnosticati con presunte malattie la cui esistenza non è mai stata dimostrata, come la cosiddetta sindrome da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) o i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA, dislessia, disgrafia, discalculia ecc).

I test vengono somministrati nelle scuole con programmi di screening preceduti da campagne mediatiche terroristiche e (dis)informative, con lo scopo di allarmare i genitori circa questi nuovi disturbi - quasi si trattasse di malattie mortali.

Nel caso di diagnosi di ADHD scatta spesso la prescrizione di stimolanti anfetaminici che, secondo recenti studi, non curano niente e creano un serie impressionante di effetti collaterali.

I DSA invece non si curano con psicofarmaci, ma indirizzano il bambino su un percorso di visite neuropsichiatriche nel corso delle quali può beccarsi una diagnosi di disturbo mentale (“in comorbilità” col disturbo dell’apprendimento): dritto dal farmacista.

Seguendo una moda lanciata negli Stati Uniti, anche in Italia cresce il numero di bambini etichettati “bipolari" e trattati con neurolettici. Sono i farmaci più potenti dell’arsenale psichiatrico, noti anche come antipsicotici o camicie di forza chimiche, e caratterizzati da effetti collaterali spaventosi e, nel caso di trattamenti prolungati, anche irreversibili.

Superata la scuola elementare entriamo nell’adolescenza. Ma attenzione: gli sbalzi di umore caratteristici di questa età turbolenta, marcata da tempeste ormonali, sofferenze amorose e preoccupazioni scolastiche, oggi ci possono valere la prescrizione di ansiolitici o antidepressivi o - udite udite - elettroshock.

E non è finita: la diagnosi psichiatrica può anche trasformarsi in strumento atto a giustificare la sottrazione dei vostri figli alla famiglia, e il loro affidamento ai servizi sociali.

Al termine del periodo scolastico la persona entra nel mondo del lavoro, e l’interferenza psichiatrica nella sua vita prende nuove forme, con l’obbligo da parte del medico del lavoro di certificare il rischio di danni da stress lavoro-correlato. Se siamo arrivati indenni a questo punto e, fiduciosi, decidiamo di sposarci e avere figli, ecco rispuntare lo strizzacervelli: precedute da una campagna mediatica impressionante, fioccano ormai le diagnosi di depressione post partum (con relative prescrizioni psicofarmacologiche).

Nessuno lo dice, ma tra gli effetti collaterali di certi farmaci antidepressivi ci sono proprio quelle ideazioni e azioni suicide/omicide che il farmaco stesso si proporrebbe di curare.

Se poi da adulti ci capita d’imbatterci nel sistema giudiziario, scopriamo che in certi casi i giudici hanno praticamente abdicato il loro potere, cedendolo nelle mani di sedicenti esperti psichiatrici, i quali dispensano a caro prezzo preziose perizie d’incapacità d’intendere e volere. Ormai i reati sono riclassificati malattie mentali: non ci sono più assassini, ladri o incendiari, ma maniaci, cleptomani e piromani.

Attenti infine a non perdere il controllo o litigare col vicino sbagliato. Vi ritrovereste a rischio di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), istituto con cui la psichiatria mostra il suo volto più oscuro e violento e si rivela per quello che effettivamente è: un violento strumento di controllo sociale.

Lo psichiatra ha il diritto di prelevare con la forza chicchessia, legarlo come un salame e rinchiuderlo in gattabuia senza processo né avvocati per un certo periodo di tempo, teoricamente limitato ma prolungabile.

E, se vi capita, non ribellatevi all’ingiustizia: la ribellione verrebbe usata come prova d‘infermità mentale (rifiuta le cure!), per rincarare la dose. Tutto ciò viene giustificato con un assunto: il “malato mentale” è pericoloso per sé e per gli altri, ed è inconsapevole della propria malattia: come tale, deve essere sottoposto a qualunque genere di trattamento coercitivo.

La psichiatria moderna si fonda quasi esclusivamente sul modello chimico, secondo il quale le cosiddette malattie mentali sarebbero dovute a squilibri chimici nel cervello. Anche se la teoria non è mai stata dimostrata e, anzi, oggi viene esplicitamente riconosciuta come erronea dalla maggior parte degli accademici, psichiatri e Big Pharma continuano ad usarla per giustificare la prescrizione e il marketing psicofarmacologico.

L’aspetto peggiore di questa dottrina è lo svuotamento del concetto di essere umano, privato del suo libero arbitrio e ridotto alla mercé delle reazioni chimiche che avvengono nel suo cervello.

Intendiamoci: alcune persone sono soggette a sofferenza emotiva, hanno seri problemi a rapportarsi con gli altri e necessitano di aiuto. Ma la professione di chi fornisce questo aiuto dovrebbe essere inquadrata nell'alveo delle conoscenze umanistiche – non scientifiche.

E, soprattutto, i loro rimedi non dovrebbero mai essere somministrati in maniera coatta, ma solo su base volontaria. Esistono persone - psicoanalisti, maestri yoga o di meditazione, preti, comportamentalisti ecc. - che aiutano la gente nei momenti difficili, senza però atteggiarsi a medici o violare con la forza i diritti fondamentali della persona.

Nella Giornata Mondiale della Salute Mentale, cittadini, associazioni per la tutela dei diritti umani e istituzioni dovrebbero attivarsi per assicurare a queste persone un’assistenza non invasiva, non violenta e non coercitiva, priva cioè di quei trattamenti che hanno contraddistinto l’intera storia della psichiatria.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Email info@ccdu.org w.
ccdu.org

Lo Screening per i DSA



Di Rossana Gabrieli (Rivista BES e DSA in classe) – La Legge 170/10 così recita all’articolo 3 comma 3, relativo alla diagnosi del disturbo d’apprendimento “È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all’articolo 7, comma 1. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA”.

L’accento viene posto chiaramente, in questo passaggio della legge, sulla necessità di un riconoscimento il più precoce possibile della eventuale presenza del disturbo d’apprendimento. Il punto di riferimento é sicuramente la buona prassi costituita dalla realizzazione di screening, volti a rilevare eventuali criticità. Intanto, chiariamo che con il termine screening “si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo)…”.

Alcune scuole sul territorio nazionale attuano progetti di screening, anche ricorrendo ad interventi di esperti del settore. Ciò che si cerca di verificare é la presenza di problematiche nelle attività di lettura, scrittura, comprensione. Meno diffusa risulta essere la pratica di rilevare le difficoltà emergenti in ambito logico-matematico.

In presenza di esperti a cui affidare gli screening, il riconoscimento di un eventuale disturbo di apprendimento viene affidata, di norma, a prove standardizzate, come le prove MT di lettura, scrittura e comprensione, come anche di calcolo (le prove AC/MT).

Uno dei punti critici per l’attuazione di tali screening, tuttavia, é proprio quello relativo a chi debba somministrare le suddette prove: tecnici oppure insegnanti? La risposta sembra essere quella intrapresa, qualche anno fa, tramite il Progetto «A scuola di dislessia» per la formazione specifica di insegnanti referenti DSA di ogni scuola.

Il progetto, nato dalla collaborazione fra l’AID, la Fondazione Telecom Italia e il MIUR, a seguito di un protocollo di intesa triennale sottoscritto nel luglio del 2009, puntava a creare una rete di docenti competenti in materia ed aggiornati, attraverso una Piattaforma E-Learning, nell’ambiente di apprendimento “Puntoedu”, nel quale era stato predisposto l’ambiente di formazione “Screening e dislessia”, con proposte di attività di sperimentazione per un’identificazione precoce dei DSA da parte dei referenti delle scuole di ogni ordine e grado di tutte le regioni italiane.

Le conseguenze sono state positive nell’immediato, avendo creato un’apposita figura in ogni istituto scolastico in grado di guidare una specifica attività di individuazione precoce di un possibile disturbo. Purtroppo, il Progetto si é interrotto dopo il triennio stabilito, mentre sarebbe stato auspicabile proseguire.

È bene, ad ogni modo, chiarire al riguardo quanto già sottolineato dall’articolo 3, comma 3: le attività di individuazione del problema NON costituiscono diagnosi, la quale spetta solamente agli specialisti. Questo dovrebbe portare gli insegnanti ad essere particolarmente accorti nel momento della comunicazione con le famiglie, in merito all’emergere di problematiche di letto-scrittura.

Sarebbe del tutto scorretto, infatti, parlare, in base agli esiti di prove di lettura e/o scrittura di “presenza di dislessia o disgrafia o disortografia”, poiché tali termini sono, lo ribadiamo, di stretta competenza degli esperti del settore.

Al contrario, ciò che il docente, che sia esso il coordinatore o il referente dipenderà dalle scelte della scuola, dovrebbe riferire ai genitori é semplicemente la presenza di criticità relative alle abilità scolastiche indagate, consigliando un invio alle strutture competenti. Avendo fatto questo, la scuola avrà risposto pienamente alle indicazioni di legge.


Servizio di consulenza gratuito su BES e DSA su argomenti di carattere didattico e normativo. Risponderà Rossana Gabrieli. Invia il tuo quesito a redazione@orizzontescuola.it

martedì 7 ottobre 2014

BES. Nuove indicazioni ministeriali, di Flavio Fogarolo e Claudia Mun…

L'importanza degli strumenti compensativi nella dislessia


02/10/2014
Software compensativi
Software compensativi


"Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari." Art. 5 della legge n.170/2010.

Il rapporto tra dislessia, e più in generale tra disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), e strumenti compensativi è diventato un binomio inscindibile. Gli strumenti compensativi, infatti, costituiscono degli strumenti che permettono ad un soggetto di compensare le funzioni compromesse e lo mettono dunque in condizioni di operare più agevolmente e di eseguire al meglio un compito o un'operazione. Gli strumenti compensativi si distinguono in a) specifici: cioè strumenti che supportano in modo diretto e specifico l'abilità deficitaria come ad esempio la calcolatrice; b) non specifici: ovvero strumenti che supportano abilità trasversali quali memoria e attenzione; ne sono un esempio la tavola dei verbi, quella della successione dei giorni e dei mesi.



Gli strumenti compensativi rappresentano degli ausili fondamentali e necessari per coloro che presentano un DSA e questo è sostenuto grandemente dalla ricerca scientifica. È ampiamente dimostrato infatti che la riabilitazione specialistica è sicuramente molto utile nelle fasi iniziali ma che non può durare in eterno; quest'ultima affermazione è facilmente comprensibile alla luce delle evidenze scientifiche che ci mostrano come a partire da una certa età, la risposta del sistema neurobiologico è meno sensibile e reagisce bene alla riabilitazione solo fino ad un certo periodo oltre il quale si rende necessario ricorrere a strumenti alternativi, quali gli strumenti compensativi. In tal caso l'obiettivo non deve essere più quello di non far commettere al bambino gli errori ma di sostenere i suoi processi di letto-scrittura con adeguati strumenti compensativi. Tali strumenti sono inoltre importanti anche per evitare che il bambino possa sviluppare come reazione e conseguenza ai suoi "fallimenti" scolastici problemi emotivi, frustrazione ed inibizione.



È chiaro infatti che laddove la funzione è deficitaria, il bambino possa, nonostante la riabilitazione, perseverare nei soliti errori e possa dunque presentare problemi emotivi o motivazionali che sono, per lo più, l'effetto della difficoltà di apprendimento. Molto frequentemente infatti, un bambino con DSA può presentare anche problemi di motivazione scolastica, bassa autostima e scarsa autoefficacia. Gli strumenti compensativi costituiscono invece quei mezzi attraverso i quali i bambini possono eseguire in modo adeguato un determinato compito e possono dunque rispondere in modo appropriato alle richieste della scuola. Va sottolineato però che non esiste un software che vada bene per tutti e per tutte le età in quanto le esigenze e le richieste da parte della scuola variano a seconda dei diversi cicli scolastici. Tuttavia la proposta di software compensativi all'avanguardia sta diventando, da parte delle case editrici specializzate, sempre più varia e composita.



In definitiva è importante sottolineare che gli strumenti compensativi non rappresentano un fallimento ma costituiscono un importante sostegno alla riabilitazione e sono necessari per permettere al bambino di svolgere con serenità e in autonomia i suoi compiti scolastici e tantissime altre attività!
(Fonte foto: Rete internet)



IN-FORMAMENTIS







Autore: Ester Miranda

“Bisogni Educativi Speciali”: usare con moderazione

Nel sito web della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna è data la descrizione e la definizione dell’acronimo BES  utile sia alle istituzioni scolastiche sia alle famiglie

“L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES) è entrata nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“.
La Direttiva stessa ne precisa succintamente il significato: “L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
L’utilizzo dell’acronimo BES sta quindi ad indicare una vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni".
Il problema didattico organizzativo  (BES)  coinvolge la quasi totalità dei docenti italiani,  che possono  ricevere comunicazioni dai loro Dirigenti scolastici del tipo: “Fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), è compito doveroso dei Consigli di classe indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata,  le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti". Tutto bene, ma il consiglio di molti addetti ai lavori è un uso moderato di questi strumenti

Doriano

martedì 30 settembre 2014

BES e DSA. Chi sono gli studenti FIL? Chiarimenti sul piano didattico Personalizzato

Pubblichiamo, da Orizzonte scuola, tre nuovi articoli della nostra rivista BES-DSA, tra i quali un documento proposto dall'USR Lombardia: “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”: concetti chiave e orientamenti per l’azione”.
Chi sono gli alunni con "Funzionamento intellettivo Limite"? Ci fornisce una risposta Claudia Gabrieli in un articolo che sonda un aspetto poco conosciuto della direttiva sui BES. Vai all'articolo
Rosanna Gabrieli, invece, ci dà qualche chiarimento sul Piano Didattico Personalizzato da compilare dopo l'individuazione degli studenti con difficoltà o disturbi di apprendimento. Vai all'artcolo
Infine, vi proponiamo il documento dell'USR Lomabardia: “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica: concetti chiave e orientamenti per l’azione”. Vai e scarica

Incontro su come... confrontarsi sui metodi di studio


mercoledì 24 settembre 2014

D.S.A.: CONFRONTIAMOCI PER COSTRUIRE....

Incontro a NAPOLI: venerdì 3 ottobre ore 17:00 presso la Biblioteca Comunale "Benedetto Croce" V Municipalità Vomero/Arenella

Cari Soci,
venerdì 3 ottobre alle ore 17:00 a Napoli, presso la Biblioteca Comunale della 5^ Municipalità  “Benedetto Croce” sita in via De Mura n.2/bis (adiacenze via Luca Giordano – Vomero) si terrà una riunione dell’Associazione.

Sarà un incontro interattivo, un’occasione per confrontarsi su come  affrontare nel miglior modo possibile lo studio dei ragazzi con D.S.A. e scambiarsi informazioni al fine di creare una rete di comunicazione sempre più attiva e proficua tra famiglie che vivono le stesse problematiche.
E’ importante che i genitori possano reciprocamente sostenersi e che le famiglie che hanno affrontato questo percorso in “salita” da più tempo,  possano mettere a disposizione la propria esperienza.
Il contributo di ognuno è importante e saranno le idee di tutti che potranno costruire un percorso che possa essere di aiuto per le famiglie  che oggi vivono questa condizione, ma anche per chi  un domani dovrà affrontarla.
L’incontro, GRATUITO, è aperto a tutti, anche a chi non è nostro associato.
Per comunicare la propria partecipazione si può rispondere a questo stesso indirizzo e-mail associazionedsa.segreteria@gmail.com oppure cliccando “parteciperò” all’evento creato sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/events/626851174099642/?ref=22

Vi aspettiamo!

Un caro saluto.
Titti Gaeta

mercoledì 10 settembre 2014

Informazioni utili prima dell'inizio dell'anno scolastico

ANNO SCOLASTICO: SUGGERIMENTI PER UN BUON INIZIO!

Cari Soci,

l’inizio dell’ anno scolastico è alle porte ed è fondamentale instaurare un rapporto di collaborazione serena e sinergica  tra Scuola e Famiglia.
Ricordiamo ai Genitori, se non hanno ancora provveduto, di fare richiesta del Piano Didattico Personalizzato e, al passaggio di ordine di scuola o al cambio del corpo insegnante ( solitamente al terzo anno delle superiori), suggeriamo di richiedere  colloquio con il Dirigente Scolastico e tutti i Docenti del Consiglio di Classe al fine di esporre le caratteristiche e le esigenze del proprio figlio/a e concordare insieme agli insegnanti gli strumenti compensativi, le misure dispensative, le modalità di verifica e di valutazione da inserire nel PDP.
Per gli studenti che quest’anno dovranno sostenere l’esame di Stato, dovrà essere riservata particolare attenzione per la stesura del  PDP: alle prove d’esame sarà consentito utilizzare esclusivamente quanto indicato nel documento.
Il PDP dovrà essere assolutamente concordato con la famiglia e preferibilmente anche con l’alunno in età adeguata e, per avere valore operativo, dovrà essere sottoscritto dal Dirigente Scolastico, tutti i Docenti del Consiglio di Classe, i Genitori e lo Studente al raggiungimento della maggiore età.
Il PDP va redatto dalla scuola entro il primo trimestre scolastico e ne va consegnata copia alla famiglia.
In allegato inviamo le nostre indicazioni e le lettere fac-simili che potrete rielaborare sulla base delle Vostre esigenze. I documenti potrete trovarli e scaricarli anche dal nostro sito web  sezione “Modulistica” : http://www.associazionedsa.it/modulistica.html .
Per evitare disguidi che possono generare situazioni spiacevoli e irreversibili, non bisogna “MAI” dimenticare di richiedere il numero di protocollo ogni qualvolta si consegnano le lettere in segreteria.

Per gli studenti universitari, abbiamo redatto un documento con le indicazioni e una lettera fac-simile per la domanda ai test di ammissione che potrete visualizzare e scaricare dal seguente link: http://www.associazionedsa.it/modulistica/indicazione-per-l-universita.html

Per qualsiasi delucidazione, dubbio o perplessità,  lo Staff del Direttivo e le Responsabili delle Sezioni Territoriali di Ischia e Frosinone sono sempre a Vostra disposizione, sia telefonica che a mezzo e-mail.
Per contattarci telefonicamente, i nostri recapiti  li potrete trovare sul nostro sito web nella sezione “Sedihttp://www.associazionedsa.it/sedi/napoli.html
Potrete seguirci anche attraverso la nostra Pagina Facebook https://it-it.facebook.com/dislessiaunlimitedasuperare sulla quale troverete gli aggiornamenti delle nostre attività, ma anche tante informazioni e link didattici utili. 

Lo Staff del Direttivo consiglia ai Genitori di armarsi di tanta grinta, agli Studenti auspica un sereno anno scolastico e un brillante inizio percorso universitario e agli Insegnanti augura buon lavoro!

Un caro saluto.
Titti Gaeta
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Segreteria Associazione "D.S.A. - Dislessia, un limite da superare"
Sede legale via Santa Maria della Libera, 24 - Napoli
Cell. 388-5835570
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Le informazioni trasmesse e i suoi allegati sono destinati esclusivamente alle persone o alle società in indirizzo e sono da intendersi confidenziali e riservate. Ogni trasmissione, inoltro, diffusione o altro uso di queste comunicazioni, a persone o società differenti dal destinatario, è rigorosamente vietata. Se riceverete questo documento  per errore, siate così cortesi da darne immediata comunicazione  al mittente cancellandone prontamente le informazioni da ogni computer. Grazie.